21/12/2025 20:00:22

Storie di donne 'cucite' con ago e filo

C’è sempre modo e tempo per ritrovarsi come persona e riaffermare la propria personalità, basta trovare il luogo giusto e le persone adatte, due elementi reperibili al centro di formazione professionale “In.Formazione” di Lucera che negli anni è diventato un riferimento importante per il territorio, con una serie variegata di occasione di apprendimento sia per minori che soprattutto per adulti, abilitati a spendere le competenze acquisite in numerosi ambiti lavorativi.
La sede di Via Vittorio Veneto negli ultimi tempi ha ospitato una trentina di percorsi dedicati principalmente alle donne, fornendo occasioni di crescita personale tra aggiornamento e riqualificazione, nell’ambito di specifici piani di attuazione disposti dalla Regione Puglia, come per esempio l’acquisizione di titoli legati alla sanità (Oss) e all’informatica, ma anche Istruzione e Formazione Tecnica Superiore o Garanzia Occupabilità Lavoratori. 
Proprio all’interno di quest’ultimo programma, stanno riscuotendo un particolare successo gli insegnamenti di sartoria che si stanno rivelando non solo strumenti di miglioramento professionale, ma vere e proprie esperienze di vita.

“La nostra è una storia che si intesse di passione, amore, dedizione e determinazione per il lavoro che stiamo svolgendo – ha spiegato la direttrice, Maria Malvina Paolozza – sempre come lavoro di gruppo, perché da soli non si va da nessuna parte. È una storia fatta di sguardi, mani incerte che diventano sicure, fili intrecciati non solo sulla stoffa ma anche tra le persone. I corsi di sartoria hanno saputo trasformare un semplice laboratorio in un luogo di crescita, d’incontro e di riscoperta personale. Il fruscio della carta da modelli, il ticchettio delle macchine per cucire, il suono degli aghi che infilano bottoni e delle forbici che tagliano tessuti fanno da sottofondo alle voci delle corsiste. Donne che, con storie e competenze diverse, hanno trovato nei laboratori una nuova motivazione per uscire di casa, rimettersi in gioco, e soprattutto riconoscersi. Questa è la storia di tante di loro che hanno trovato nei nostri incontri la loro dimensione e la loro personalità. C’è chi sapeva già cucire, chi non aveva mai tenuto un ago in mano. Ma sotto la guida attenta e appassionata delle docenti, tutte hanno saputo crescere, imparare, e commuovere con i propri risultati. In quelle stanze, non si è solo cucito: si sono ricucite autostime, sogni, relazioni, si sono realizzati manufatti e, insieme, nuove visioni di sé stesse. Le partecipanti, infatti, imparano le tecniche tradizionali e sperimentano nuove idee, e ogni pezzo prodotto porta con sé il talento e la storia unica delle mani che lo hanno creato”.

In effetti il programma “Gol” è diventato un'esperienza formativa, umana e comunitaria, in un territorio che ha bisogno di risposte concrete, e quindi il lavoro svolto nel Centro sta rappresentando un esempio virtuoso di come la formazione possa davvero incidere sulla vita delle persone, restituendo dignità, competenze e nuove prospettive. Tanto più con la sartoria che non ha solo formato nuove figure professionali, ma ha ricucito legami sociali, acceso entusiasmi, generato appartenenza, letteralmente con ago e filo che non sono strumenti del passato, ma chiavi per aprire il futuro per chi vuole cimentarsi oltre gli aspetti strettamente tecnici. 

E si è vista anche qualche meritoria applicazione concreta, perché grazie alla passione delle sarte e delle corsiste sono stati realizzati dei manufatti, recuperando scampoli di stoffe destinati al macero. Le loro creazioni sono servite per addobbare l’albero realizzato in occasione della festa dedicata ai figli degli utenti Caritas nella sede di Lucera. L’iniziativa ha così unito il riciclo creativo con sostenibilità, ha favorito l'apprendimento con la formazione e ha rappresentato un momento di solidarietà, onorando al meglio lo spirito natalizio attraverso cuori, stelle, alberelli imbottiti, palline di pezza, bamboline, piccoli cuscini e molto altro ancora.  

Tre sono stati i gruppi impegnati, guidati da Lidia Pacifico con le corsiste Olsa Tusha, Tiziana Calabrese, Valentina Bozzino, Simona Pia Ferrante e Maria Grazia Cristina Dileo; Giuseppina D’Apollo con Valeria Maiori, Marsida Merzheku, Fabiana Varchetta, Anna Leone, Becky Adamu, Mafalda Piacente e Amalia  Mammollino; Anna Maria Alfieri con Maria Teresa Recchia, Immacolata De Luca, Anna Pitta e Raffaella Colucci.
Il collegamento con la realtà diretta da don Rocco Coppolella, che ha come prima collaboratrice l’avvocato Serena Mancaniello, è stato possibile grazie a Milena Natola, nello stesso tempo volontaria del “Centro ascolto” della Caritas e componente della segreteria e front office di “In.Formazione”, assieme alla collega Valeria Schiavone. 

r.z.

  • 1/3
  • 2/3
  • 3/3

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0469s.