29/01/2026 09:30:39

Il bilancio (im)pietoso di Lucera Capitale

Per i conti economici definitivi di “Lucera Capitale” bisognerà attendere ancora qualche settimana, così come sono in dirittura d'arrivo le performance di arrivi e presenze turistiche e gli incassi per gli ingressi ai monumenti, così da misurare con maggiore oggettività quanto sia valso l’ingente “investimento” finanziario di quasi 2 milioni di euro di soldi pubblici in termini di effetti benefici sull'economia del territorio. E magari sarebbe il caso di allargare il ragionamento anche ai 29 Comuni dei Monti dauni che hanno fatto parte almeno sulla carta del programma allestito con grande fatica e relativa trasparenza ed efficienza organizzativa. 
Le sensazioni sullo specifico argomento non sono positive, ma dalla Giunta Pitta un assessore, messo sotto pressione durante un'accesa discussione con alcuni detrattori sul tema, si è già fatto scappare quale potrebbe essere la giustificazione dell'eventuale andamento non aderente alle attese: "I bed&breakfast non sempre dichiarano formalmente gli ospiti che pernottano, e quindi il loro fatturato sarebbe non attendibile con numeri certamente al ribasso". 
Sarà importante verificare se poi avrà il coraggio di affermare pubblicamente questa stessa argomentazione.

Dal punto di vista strettamente culturale, invece, non c'era bisogno nemmeno di attendere il 31 dicembre per invece affermare che il bilancio sia stato ampiamente negativo, nonostante un'ostinata narrazione che ha presentato la maggior parte di situazioni e appuntamenti poco partecipati, mal concepiti e ancora peggio allestiti, senza un reale coinvolgimento della popolazione locale, tanto meno di quella poca arrivata da fuori. Basti un esempio tra gli ultimi del programma: l’esibizione di Stefano Di Battista e Nicky Nicolai è iniziata oltre le 23 per dare spazio a noiosissime auto esaltazioni della carovana culturale, provocando l’uscita di tanta gente dalla chiesa delle Cammarelle che era arrivata per assistere all’annunciato spettacolo di grande qualità artistica.
Lo racconta meglio chi c’era: “Non va bene che due personalità di rango internazionale – ha scritto Gianluigi Piemonte la sera stessa dell'accaduto, cioè il 30 dicembre scorso - vengano relegati a suonare dopo 2 ore di racconti, ancorché apprezzabili, perché con malcelato stupore per l'uditorio semi deserto (dopo le 23), l'istrionico Di Battista ci ha dato appuntamento per il prossimo anno, chiedendo che si faccia piuttosto alle 4 di notte”.

Dal punto di vista del cartellone, comunque, qualcosa si era cominciato a vedere solo a luglio, e poi molte, quasi tutte, le date di reale richiamo sono state concentrate nel mese di agosto che già prevede ogni anno la Festa patronale in onore di Santa Maria Assunta. E le sovrapposizioni sono fioccate pure durante i mesi successivi
Il sindaco Giuseppe Pitta, in occasione della cerimonia di chiusura, ha dichiarato invece la sua soddisfazione, dopo la foto di gruppo sul palco assieme a qualche esponente della maggioranza che ha improvvisamente smesso di attaccare l’organizzazione delle attività e chi le ha condotte, perfino in Consiglio comunale: “É stato un anno intenso, lungo e bello – ha detto Pitta - a conclusione di questi tre anni di lavoro. Tutto quello che è stato fatto resterà nel cuore mio e dei lucerini, perché ricco di eventi e sfide, con un territorio che si è messo in gioco. Si è parlato di Lucera e Monti dauni in materia di cultura, turismo e futuro con un nuovo concetto di sviluppo. Lucera ha sognato rappresentando la Puglia, è stato esempio a schiena dritta. Abbiamo fatto tanto, la città si è unita maggiormente, con associazioni coinvolte per un traguardo comune. E i benefici si sono visti”.

In realtà, il dossier curato da Pasquale Gatta, già coordinatore nella stessa esperienza (e risultati) nel 2024 a Monte Sant'Angelo e che sembra debba proseguire anche quest'anno ad Alberobello, non lascerà praticamente nulla di quella tanto e ripetuta annunciata "svolta" del territorio, tanto meno di "strutturale", se si eccettua forse il cosiddetto "ologramma" di Federico II installato (al costo di 50 mila euro) al museo Fiorelli come novità tecnologica tuttavia molto meno "avanzata" di come fosse stata descritta, e soprattutto l'acquisto dalla Fondazione Cavalli di tre opere del pittore Emanuele (per una somma di circa 20 mila) che sono entrate a fare parte dell'omonima collezione dell'artista di origini lucerine, visibili ora nella pinacoteca cittadina ricavata nel complesso bibliotecario del Santissimo Salvatore. Del monumento celebrativo dell'annata non c'è ancora traccia, e perlomeno si sono rivisti i Mosaci di San Giusto.

Epuure c'erano tante occasioni per avviare e tracciare un percorso o migliorare la situazione: per esempio, la Capitale pugliese della Cultura, fatta salva la sospirata riapertura della sala lettura, non ha svolto alcuna operazione di promozione e rilancio della gloriosa istituzione che risulta essere tra le migliori della regione per quantità e qualità del patrimonio custodito, senza guida tecnica da tempo immemorabile, senza una valorizzazione dei suoi elementi più preziosi, senza un'adeguata trattazione dei fondi librari che non sarebbero tutti adeguatamente conservati.
Sempre in tema architettonico, l'anfiteatro è rimasto chiuso da marzo scorso, con accessi consentiti solo in occasioni di eventi particolari (concerti, rappresentazioni, rievocazioni storiche) grazie ai quali magicamente decadeva lo status di "cantiere" che ovviamente preclude il normale ingresso di visitatori e residenti.
Il Teatro Garibaldi ha perlomeno ottenuto da Bari 1,3 milioni di euro destinati alla sua riqualificazione dopo la sua precipitosa chiusura, ma i lavori non sono ancora partiti, con il risultato che il gioiello ottocentesco non è stato mai fruibile per pubblico, compagnie e formazioni musicali. Lo stato di perdurante inutilizzo ha provocato anche un danno collaterale, occorso il 24 novembre scorso, quando è stato velocemente posto rimedio a una perdita idrica che ha interessato una parte degli arredi della platea. Meglio tacere anche sulla cartellonistica, sia prettamente turistica che legata alla pura viabilità, la cui condizione estetica, di efficienza e soprattutto fatiscenza è sotto gli occhi di tutti, peraltro su un argomento che non avrebbe bisogno di particolari autorizzazioni o pareri esterni. Solo qualche giorno fa sono stati stanziati 20 mila euro sul tema, ma si tratta di un'iniziativa fin troppo tardiva

Resteranno nella storia pure gli strappi con personalità culturali di rilievo che ci hanno messo nome e faccia perfino nell’audizione di marzo 2024 al ministero della Cultura, come Luciano Toriello e Fabrizio Gifuni, i quali in due momenti distinti hanno manifestato in maniera clamorosa il loro dissenso per le modalità con cui venivano condotte le operazioni dal punto di vista artistico e organizzativo. Il primo come coordinatore del Comitato tecnico-scientifico, composto da personaggi di grande richiamo e capacità, ma mai coinvolto e interpellato nell’allestimento delle attività, e il secondo come direttore artistico della doppia rassegna invernale ed estiva “Primavera al Garibaldi” che ha denunciato la trascuratezza con cui sono state prese in considerazione le sue proposte da mettere in scena tra luglio a agosto scorsi nel sito romano.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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