La politica locale vada dal medico
Sono giorni di grande fluidità politica ed elettorale, solo che ormai si sta esagerando, perché ci vorrebbero due articoli al giorno per seguire con una certa vicinanza gli accadimenti del settore, senza contare che posizioni, dichiarazioni e atteggiamenti coincidono poco con concetti come coerenza, gratitudine, dignità, vergogna, memoria e perfino silenzio, considerato il profluvio di post su Facebook, dichiarazioni a microfono, racconti di piazza e perfino comunicati carbonari, alcuni pure senza firma tuttavia facilmente attribuibili.
Quello che sta succedendo nel Partito Democratico non è certamente una novità in termini di conflitti e spaccature, tutto facilmente prevedibile dopo aver visto nel passato più o meno recente ombrellate, tesseramenti audaci od ogni genere di contrapposizione. Ora pare che si siano improvvisamente accorti di essere stati a Palazzo Mozzagrugno assieme a Forza Italia. Dal 2021, non dalla settimana scorsa.
Un focus di Luceraweb degli inizi di dicembre si era concluso con la considerazione che il potenziale dem in città dovesse andare oltre la soglia dei mille voti espressi da oltre dieci anni a questa parte, poggiando stavolta sulla presenza da quasi cinque anni nello schieramento che governa la città, mediante gli attuali tre consiglieri comunali e il vice sindaco. La conferma degli stessi risultati, invece, sarebbe stata materia da psichiatria nella valutazione della performance elettorale, diretta conseguenza di una linea politica che ancora non si è capito dove volesse portare soprattutto in occasione dello scossone dato sulla votazione di dicembre sui Piani Urbanistici Esecutivi. Sembrava dovesse essere il preludio di chissà cosa, e invece poi non è accaduto nulla.
Il segretario cittadino, Ivano Di Matto, mostrando ancora una volta acume e ironia, non si è risentito del riferimento sanitario, qualcun altro sì, ma il personaggio merita una separata trattazione, nonostante non sia nemmeno l’unico a esibirsi in numeri di un certo ardimento.
Quello che si sta vedendo nelle ultime settimane rischia di rimanere alla storia come il punto più basso della politica cittadina di sempre, perché ci si accapiglia per ideologie che a malapena si conoscono, convinzioni che a malapena si sostengono e poi si cercano equilibri che non ci sono mai stati realmente: cinque anni di equivoci costruiti, acrobazie lessicali studiate e convivenze forzate stanno presentando semplicemente il conto delle scorie, e inevitabilmente in un’unica rata.
Per rispetto dell'intelligenza dei cittadini, prima che elettori, si farebbe molto prima e meglio a togliere seriamente di mezzo qualunque simbolo e/o presunta appartenenza sovracomunale, e costruire alleanze sulle persone e possibilmente sugli obiettivi, quelli che l’intelligenza artificiale non può conoscere, a differenza di generici programmi per i quali bastano pochi secondi con un adeguato prompt.
Perché basta girarsi un attimo intorno e non trovare situazioni migliori: non è da meno lo psicodramma in corso all’interno del gruppo che fa capo ad Antonio Tutolo, nucleo dai contorni indefiniti e ancora una volta incapace di fare sintesi su un solo nome a rappresentare la leadership, cercando di mostrare una certa autonomia oltre il suo mentore.
E Fratelli d’Italia che offre con Forza Italia a Giuseppe Pitta la leadership dopo averlo attaccato in tutte le maniere, perfino durante la celebrazione del congresso cittadino di un anno fa, quando il sindaco è addirittura andato via protestando per lo sgarbo istituzionale? Anche questa perla, mai smentita, è la dimostrazione che ormai non ci si debba meravigliare più di nulla, tanto meno dare più di tanto credito a comunicati apparentemente al vetriolo o dichiarazioni perentorie con annessi aut aut.
E comunque, una delle vette più alte è stata vista scritta da Giuseppe Trincucci che ha deplorato Pitta proprio su Lucera Capitale, dopo avergli fatto per due anni da avvocato per strada, guardia del corpo sui social e aver fruito personalmente della messa in pratica di alcune sue indicazioni (e pubblicazioni).
E quindi, se proprio lo psichiatra dovesse essere sconveniente da interpellare, si provi almeno con l’otorino, l’ortopedico o l’odontoiatra, magari con il geriatra o il dermatologo, per ragioni che ciascuno individui in autonomia, sperando di non arrivare all'urologo o addirittura al rianimatore, perché a quel punto sarebbe già troppo tardi.
Pitta, invece, ha detto di essersi già rivolto al dietologo, ma avrebbe bisogno pure di un allergologo che lo aiuti a reggere le valutazioni negative provenienti dai cittadini e dai media indipendenti, dopo aver governato oltre cinque anni senza una vera e propria opposizione.
Per sua stessa ammissione, tranne Luceraweb.
r.z.
(Luceraweb – Riproduzione riservata)



