La sanità pugliese e le liste di attesa
La Giunta regionale ha approvato, su proposta dell’assessore alla Salute Donato Pentassuglia, la delibera contenente i piani sperimentali proposti dalle aziende sanitarie pugliesi per il recupero delle prestazioni sanitarie che risultano prenotate oltre i tempi soglia indicati per le classi di priorità.
“I piani sono sperimentali e allo stesso tempo molto ambiziosi – ha detto il presidente Antonio Decaro – e quindi ringrazio tutte le aziende per il lavoro fatto, consapevole che da questo momento siamo tutti impegnati a mantenere l’impegno preso con i cittadini. Chiederemo uno sforzo agli operatori sanitari ma l’obiettivo è importante e ha a che fare tanto con la tutela della salute quanto con la fiducia dei cittadini”.
“L’obiettivo non è abbattere in cinque mesi le liste d’attesa ma imprimere un’accelerazione al miglioramento del sistema sanitario regionale – ha aggiunto Pentassuglia – perché sappiamo che ad oggi ci sono molte difficoltà, a cominciare dalla carenza di personale, ma siamo allo stesso tempo convinti che ci siano ampi margini di miglioramento, con la collaborazione delle aziende, degli operatori sanitari e dei cittadini”.
I piani presentano una situazione molto diversificata rispetto alle strategie da adottare per far fronte alle gestione delle liste di attesa, anche con riferimento ai percorsi di tutela (pazienti oncologici e fragili, priorità di intervento). Ecco una sintesi delle azioni che saranno avviate da lunedì 2 febbraio fino al 30 giugno 2026: recall attivo dei cittadini (contatto diretto dei pazienti in lista di attesa per confermare l’esigenza della prestazione, anticipare l’appuntamento, registrare rinunce e rifiuti, unitamente alla motivazione); aperture straordinarie e ampliamento degli orari di assistenza, attraverso apertura degli ambulatori in fascia serale e nei giorni festivi, estensione della funzionalità giornaliera fino a 12 ore continuative, sedute operatorie aggiuntive per i ricoveri programmati; verifica dell’appropriatezza prescrittiva con applicazione dei documenti di indirizzo ministeriali e delle società scientifiche, monitoraggio delle prescrizioni ripetute o incongrue, attività formative rivolte ai medici prescrittori.
Nel documento si stabiliscono anche prestazioni sanitarie che dovranno essere eseguite nell’ambito dei piani sperimentali di riduzione dei tempi di attesa: prestazioni di specialistica ambulatoriale che risultano prenotate oltre i valori soglia previsti dal Piano Nazionale Gestione Liste di Attesa, a partire dalle prestazioni con codice di priorità U (Urgenti) e B (Brevi); prestazioni di ricovero ospedaliero, con particolare priorità ai ricoveri in classe A; prestazioni in regime di day service (numericamente rilevanti e particolarmente critiche).
Per ciascuna azienda o ente sono state assegnati dei target complessivi di prestazioni di specialistica ambulatoriale, di ricovero ospedaliero e di day service, per un totale di 124.320 prestazioni complessive e variegate e un finanziamento di 15 milioni di euro. Per quelle di Capitanata sono questi: Asl con 9.000 prestazioni e 100 ricoveri; Policlinico con 8.000 prestazioni e 150 ricoveri.
Da Bari è stato precisato comunque che, trattandosi di un piano sperimentale, lo stesso non mira a soddisfare tutte le prestazioni in lista d’attesa, ma offrire le basi per la costruzione dell’aggiornamento del Piano Regionale Gestione Liste di Attesa, contestualmente migliorando la risposta del sistema ai bisogni assistenziali dei cittadini in termini di efficienza, tempestività e appropriatezza.
Alla fine è previsto un monitoraggio per valutare il numero di persone richiamate rispetto alla programmazione iniziale, il numero di persone che rinunciano alla prestazione o rifiutano l’anticipazione dei tempi, insieme alle motivazioni del rifiuto, l’effettiva riduzione dei tempi di attesa dell’erogazione delle prestazioni per ciascuna classe di priorità, il numero di prestazioni potenzialmente inappropriate per tipologia di accesso o per classe di priorità sul totale per branca e tipologia di prestazione.
I piani potranno prevedere il coinvolgimento di tutti gli erogatori pubblici e privati accreditati e gli specialisti ambulatoriali interni ed esterni.
Red.
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