Pitta in bilico, dipende (pure) da Decaro
Stasera sarà un momento importante, anzi decisivo, per capire come si svolgerà la prossima campagna elettorale a Lucera. Nel circolo cittadino del Pd è annunciato l’arrivo del segretario provinciale Pierpaolo D'Arienzo, il quale ha fatto sapere di voler analizzare assieme al direttivo la situazione del momento in cui il partito è di fatto spaccato in due. Da una parte, numericamente in maggioranza, ci sono i sostenitori del governo locale in carica da oltre cinque anni, favorevoli alla riproposizione dello stesso schieramento con dentro Forza Italia, dall’altra scalpitano i sostenitori del “campo largo”, come da diretta indicazione di Antonio Decaro, oggi l'uomo forte del centro-sinistra in tutta la Puglia. Il sindaco di Monte Sant’Angelo arriverà con le vesti di “inviato speciale” in uno dei due centri più importanti, assieme a San Giovanni Rotondo, che andranno al voto nella prossima primavera.
E’ presumibile che voglia spiegare meglio quanto accaduto nei giorni scorsi alla Provincia di Foggia e quanto scritto in maniera congiunta non più tardi sabato scorso, firmato proprio da lui e anche dagli altri coordinatori e segretari provinciali della stessa coalizione che oggi governa la Regione Puglia. Sono citati anche Mario Furore per il Movimento 5 Stelle, Michele Santarelli per il Partito Socialista, Fedele Cannerozzi e Innocenza Starace per Alleanza Verdi Sinistra e Giuseppe La Torre per “Con”. Mancano le altre formazioni civiche “Decaro Presidente” e soprattutto “Per la Puglia” che in Capitanata vede al vertice proprio il consigliere regionale Antonio Tutolo, ma si capisce che il messaggio ormai è chiaro: “Abbiamo unanimemente condiviso la volontà di assumere la coalizione progressista – si legge - così come si è affermata in Puglia con l’elezione di Antonio Decaro e così come si sta costruendo sul livello nazionale come alternativa al centrodestra, quale orizzonte del proprio lavoro politico e come luogo in cui elaborare la proposta programmatica per i governi locali. Abbiamo quindi stabilito di rafforzare il percorso unitario e di continuare ad incontrarsi per discutere dei prossimi appuntamenti politici tra cui le imminenti elezioni amministrative, e l’altrettanto prossima elezione di secondo livello del Consiglio provinciale. Esprimiamo infine la convinzione che lo sforzo unitario avviato rappresenti la strada giusta per costruire risposte credibili ed efficaci ai bisogni delle cittadine e dei cittadini di Capitanata”.
Insomma, a Lucera non c’è più spazio per la convivenza con Forza Italia, ma a questo punto la segreteria cittadina viene sostanzialmente sconfessata, visto che Ivano Di Matto lo scorso 19 gennaio aveva votato favorevolmente sulla riproposizione della stessa esperienza, così come il vice sindaco Claudio Venditti e la consigliera comunale Antonella Matera, assieme ad altri membri del direttivo come Carolina Favilla, Nicola Faccilongo, Simone Cantore, Giuseppe Melillo e Franco Polito. Dall’altra parte, i dissidenti che non si sono arresi all’evidenza, invocando se possibile anche una scissione solitaria pur di non condividere ancora gli stessi scranni con gli azzurri: sono stati il consigliere comunale Antonio Dell’Aquila (che si era dimesso da capogruppo all’indomani della consultazione interna da cui era uscito sconfitto), il predecessore di Di Matto e presidente del partito Ernesto Giannetta, con Giuseppe Trincucci, Tonio Fusco e Lucilla Calabria.
Ma se lo scenario politico degli schieramenti ora appare più chiaro e politicamente comprensibile, lo è molto meno la posizione del sindaco in carica, il quale già da gennaio è partito in quarta con l’apertura di una propria sede elettorale addobbata da manifesti e annunci di ricandidatura, senza contare che la settimana scorsa in Piazza Duomo ha tenuto una sorta di convention, cercando di capire e contare chi siano quelli ancora dalla sua parte.
Ora i problemi per lui sono due: all’incontro si sono presentati anche esponenti che comunque sarebbero già pronti a lasciarlo in nome dell’unità del centro-sinistra senza “aggiunte” esterne, e soprattutto non è assolutamente certo che la coalizione indicata da Bari (e da Foggia) debba prevedere lui come leader.
Per Pitta si profila il rischio di ritrovarsi per la seconda volta in pochi anni con manifesti affissi e candidatura sfumata, così com’era accaduto ai primi di marzo 2020 quando sembrava dovesse correre per la Regione, ma la pandemia Covid e il successivo lockdown fece andare la storia in maniera totalmente diversa. In questi giorni sta provando a lanciare segnali di distensione e disponibilità, e lo ha fatto anche venerdì scorso in occasione di una conferenza stampa sulla situazione di Palazzo Sant’Anna: “Sono stato io il primo a realizzare un ‘campo largo’ – ha detto – e quindi figuriamoci se posso avere preclusioni contro qualcuno. A maggio 2021 in realtà ero stato già messo nelle condizioni di andarmene da chi oggi vorrebbe tornare a far parte di una coalizione, ma non ci sono riusciti. Io so solo che ritengo di aver amministrato bene e di aver diritto a una chance per la riconferma”.
E se non l’avrà con il centro-sinistra, è noto che sia già pronto il centro-destra, stavolta pure con il risultato di tornare tutto unito grazie al riallineamento di Forza Italia, mentre il cosiddetto “Campo largo” (che oggi a Lucera resta comunque il Pd, la lista “Per la Puglia”, cespugli civici da coltivare e altri partner elettoralmente inconsistenti) dovrà trovarsi un candidato, operazione tutt’altro che semplice, specie se si dovesse perseguire l’indicazione che arriva dalla segretaria nazionale dem, Elly Schlein, di privilegiare per quanto possibile figure femminili. Lo staff di Decaro e la segreteria provinciale non possono permettersi di farsi trovare impreparati, e sui tavoli dei rispettivi capoluoghi sono iniziati i casting, con i primi dossier personali che stanno prendendo forma: e un nome proprio femminile effettivamente comincia a circolare.
Riccardo Zingaro
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