Le proteste viaggiano sui bus di FerGargano
È stato un fine settimana decisamente tormentato per i servizi erogati da Ferrovie del Gargano, perlomeno sul territorio tra Lucera e Monti dauni, senza contare che resta ancora molto calda la questione dei costi dei titoli di viaggio e l’accesso alla bigliettazione, visto che domenica sera è andata in tilt per molte ore la piattaforma di vendita on line, una modalità fortemente incoraggiata dall’azienda, specie dopo aver cambiato le regole dal 1° gennaio scorso: i ticket per bus e treno sono validi solo il giorno per il quale sono stati acquistati, con un eventuale aggravio di 3 euro in caso di accesso a bordo. Sulla questione hanno preso posizione anche i sindaci dell'Area interna, contestando la decisione.
E prima c’era stata la bufera di sabato mattina, tuttavia non paragonabile a quanto accaduto venerdì in Cadore, dove un ragazzino di 12 anni è stato lasciato a terra perché non avrebbe avuto il biglietto giusto per salire sul bus, costringendolo a tornare a casa a piedi, all’imbrunire e sotto la neve per 6 chilometri.
A Lucera è però finito sotto accusa proprio il sistema di trasporto su gomma che collega i Monti dauni con le scuole superiori cittadine. I mezzi pieni di studenti, infatti, si sono fermati al terminal di Via Montello e non sono arrivati a Piazza del Popolo percorrendo Viale Ferrovia, perché la strada era stata annunciata chiusa dal Comune, a causa di lavori di potatura e taglio di alberi nella zona. Di conseguenza, il vettore aveva avvertito sul proprio profilo Facebook in via preventiva il cambio di programma, anche se qualcuno aveva fatto subito notare che sarebbe stato sufficiente lasciare i primi passeggeri come di consueto nei pressi della stazione, e poi allungare di 2-300 metri sul tragitto alternativo Via Pasubio e Via Appulo Sannitica per raggiungere comunque Porta Troia.
E invece gli alunni hanno dovuto sobbarcarsi una scarpinata supplementare, zaino in spalla, di altri 400 metri in salita per arrivare negli istituti che sono praticamente quasi tutti dall’altra parte del centro urbano, nei dintorni di Viale Dante. Ragazzi in ritardo, scuole imbarazzate e genitori inviperiti è stato lo scenario di una giornata decisamente convulsa.
Alla fine, il disagio già poco comprensibile dal punto di vista logistico, si è trasformato in una beffa, perché la strada non è stata mai chiusa realmente: la ditta Tre Fiammelle, che avrebbe dovuto intervenire con i lavori, non ha comunicato al Comune la sopravvenienza di un imprevisto tecnico, per cui le transenne sono rimaste al loro posto, rimandando il tutto alla data già prefissata di sabato 7 febbraio.
È stato quindi l’innesco di un profluvio di nuove critiche nei confronti dell’azienda di trasporti, accusata di scarso interesse nei confronti dell’utenza, secondo quello che si è letto sui social nel fine settimana, anche in tema di comunicazione, perché chi attendeva il mezzo in Piazza del Popolo per tornare verso i borghi non lo ha mai visto arrivare, non sapendo della disposizione resa nota la sera prima, precisamente alle 23.13.
Ecco qualche esempio dei post leggibili su Facebook: “Ferrovie del Gargano si vuole dare una regolata? Non se ne può più! Chiediamo rispetto! Paghiamo i servizi e li vogliamo non così inefficienti. Gli abbonamenti e i biglietti sono anche aumentati. I geni che hanno preso tale decisione non hanno pensato che ci sono persone che viaggiano e non pacchi da scaricare e magari trovare anche una soluzione a tale disagio?”.
Il problema della comunicazione in effetti è molto sentito, perché si aggiunge all’assoluta mancanza di qualsiasi riferimento anche alla piccola stazione ferroviaria della zona 167 di Lucera, priva di tabellonistica e altoparlanti, per cui è già accaduto che corse soppresse siano state attese invano pure in Viale Canova.
r.z.
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