La politica a Lucera sembra di... Volturino
Per capire come si stanno muovendo certi personaggi della campagna elettorale ormai iniziata da settimane a Lucera, tra cui prima di tutto il sindaco in carica Giuseppe Pitta che vorrebbe la riconferma ma non ha ancora una coalizione definita che lo sostiene (e nemmeno di quale preciso orientamento politico), bisogna guardare anche gli atti amministrativi dell’ente.
Solo così è possibile scoprire che certe missioni con obiettivi altamente turistici e promozionali possono pure incidentalmente trasformarsi in viaggi con destinazione… Antonio Decaro, presidente della Regione che di questi tempi non è certamente facile incontrare con regolare appuntamento.
E infatti il primo cittadino si è fatto accompagnare alla Borsa Internazionale del Turismo di Milano, entrambi a spese di Palazzo Mozzagrugno per due giorni, dal consigliere comunale Raffaele Iannantuoni, uno che in oltre cinque anni non aveva mai fruito di una “copertura” del genere, ma ha sempre pagato le trasferte di tasca sua. Tuttavia si tratta del referente locale proprio della lista “Prossima” che fa capo a Decaro, e già animatore del consenso assieme all’assessora lucerina Daniela Pagliara per la delegata regionale al Turismo Graziamaria Starace in occasione delle elezioni di novembre scorso.
Per come ha mostrato di ragionare e comportarsi negli ultimi anni, è presumibile pensare che Pitta si sia fatto annunciare dall’esponente della sua maggioranza, cercando di scavalcare i maggiorenti lucerini e provinciali del Partito Democratico che lo stanno tenendo sostanzialmente a bagnomaria, cercando direttamente dal dominus del centro-sinistra pugliese una "benedizione" che però non sarebbe arrivata. L’incontro sicuramente c’è stato ma la risposta non deve essere stata proprio secondo le aspettative del sindaco che, in caso affermativo, si sarebbe invece precipitato a pubblicare sui social la foto con la stretta di mano, con l'intenzione di mandare un messaggio altamente esplicito a tutto il contesto cittadino. Per ora si deve accontentare di quella di due anni fa in occasione del progetto “Lucera Capitale”.
E allora, nonostante da oltre un mese la sua faccia campeggi da sola e senza simboli nella sede elettorale di Piazza Duomo, è quindi costretto a prendere parte anche a incontri e riunioni dove poi succede qualunque cosa, c’è gente che dice e scrive di tutto, magari sotto dettatura, rendendo più lontano e difficile il raggiungimento di una sintesi che ora sarebbe affidata alla sottoscrizione di un documento di appoggio, il terzo in meno di dodici mesi. Negli ultimi giorni sono circolate sulle chat sempre meno private almeno un paio di versioni, sottoposte per ora senza successo a tutti i rappresentanti locali del cosiddetto “campo largo” praticamente imposto a ogni livello proprio da Decaro. Dentro figurano apparentememte alcune liste civiche di ispirazione o diretto collegamento con il sindaco, assieme a una manciata di sigle che si dicono partiti, come Avs, Movimento 5 Stelle, Azione, Italia Viva e Liberal Democratici. E naturalmente il Pd che però persevera nella sua spaccatura, con buona pace del segretario provinciale Pierpaolo D’Arienzo e dell’assessore regionale Raffaele Piemontese i quali, da parte loro, una parola chiara in verità però su Pitta non l’hanno ancora detta.
E poi c’è la variabile Antonio Tutolo, consigliere regionale molto considerato in tutta la Puglia dal punto di vista elettorale e che sta svolgendo il ruolo della sfinge. Non si pronuncia, al massimo bisogna leggergli le espressioni del volto, abbozza un pensiero ma non dà la sensazione di esserne convinto, tenendo tutti nel timore che poi piazzi la zampata e alla fine si faccia come abbia deciso lui.
A mettere altro pepe è Antonio Dell’Aquila, capogruppo Pd dimissionario che ha evidenziato come alle riunioni ci siano tutti quelli che si definiscono di centro sinistra: “Dunque ogni tentativo va orientato nel tenere insieme tutti quelli che in questo progetto ci credono davvero – ha scritto su Facebook – e da qui la richiesta dei partiti appare molto chiara: esercitare un modo democratico per trovare chi incarnerà questo progetto con alla base un programma serio, generoso ed ambizioso. Per me e per lo statuto nazionale del Partito Democratico questo modo si chiama primarie. La democrazia non va temuta!”.
Ma più passa il tempo e più sembra concretizzarsi questa evenienza che rischia di diventare un Vietnam di coalizione, perché si parla molto e si decide poco, come per esempio quale collocazione dovrà trovare Forza Italia, da oltre quattro anni al governo della città, proprio assieme al Pd che ora in parte non vuole più stare con gli azzurri. Dal canto suo, l’assessore al Bilancio Antonio Buonavitacola ha giurato fedeltà assoluta proprio a Pitta, il quale a sua volta ci terrebbe a quella “continuità amministrativa” che però lo mette di fatto davanti a un bivio.
I dem provinciali e regionali escludono categoricamente il rinnovo della partnership, a Buonavitacola sarebbe stata da tempo perfino suggerita (e quindi tollerata) la soluzione di schierare una lista civica senza il simbolo del partito berlusconiano, ma le resistenze del commercialista sono comprensibili nel momento in cui è recentemente finito nel Comitato di Coordinamento e Controllo di Aqp, sventolando il vessillo azzurro.
Come uscirne sarebbe il caso di decidere in fretta, non fosse altro perché l’unica cosa certa finora è che le urne si apriranno il 24 e 25 maggio. E quindi significa che mancano praticamente meno di 90 giorni al voto, meno di 60 alla presentazione delle liste, mentre tutto il resto è un incessante divenire, con le cose della sera che non coincidono con quelle del seguente mattino. E come invece avrebbero detto impropriamente gli antichi, a Lucera, non a Volturino.
r.z.
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