Comuni 'montani', c'è una bella differenza
Ora che il Consiglio dei Ministri, su proposta del titolare per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli, ha deliberato di autorizzare l'adozione del Dpcm concernente il "Regolamento recante i criteri per la classificazione dei comuni montani", diretta conseguenza della legge 131/2025, meglio nota come della Montagna, sulla base dei dati forniti dall’Istat, c’è un elenco definitivo dei Comuni montani italiani.
Per la provincia di Foggia, sui Monti dauni rientrano Accadia, Alberona, Anzano, Biccari, Bovino, Castelluccio Valmaggiore, Celenza, Celle, Deliceto, Faeto, Monteleone, Motta, Orsara, Panni, Pietra, Rocchetta, Roseto, San Marco la Catola, Sant'Agata, Volturara e Volturino. Sul Gargano, invece, Mattinata, Monte Sant'Angelo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e Vico. Restano invece fuori Ascoli, Candela, Carlantino, Castelnuovo, Casalnuovo, Casalvecchio, Castelluccio dei Sauri e Troia, e anche Cagnano, Carpino, Ischitella, Peschici, San Nicandro e Vieste.
La decisione ha vissuto una prima ancora più contestata fare che poi è stata ritirata e parzialmente corretta, con una differenza tra la versione di dicembre e di poche settimane fa. La normativa iniziale comprendeva 4.062 comuni montani (di cui 3.419 interamente e 643 parzialmente), passati a 3.715, mentre erano addirittura 2.844 a fine 2025.
Cosa cambia concretamente per i borghi lo spiega bene l’Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani, attraverso una sorta di guida messa a disposizione dei sindaci per aiutare a capire come muoversi poi materialmente anche in termini economici, burocratici e perfino naturalistici, se si considera che le zone montane sono considerate floro-faunistiche a sé stanti. Come si vedrà, grandi occasioni in Capitanata ci sono soprattutto per Faeto e Celle San Vito, ma è opportuno guardare meglio nel dettaglio.
Se un Comune è stato dichiarato “montano”, potrà rientrare tra quelli beneficiari degli stanziamenti del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane, a seguito di un decreto ministeriale che li ripartisce, destinandoli agli interventi di competenza delle regioni e degli enti locali. Le stesse regioni hanno la possibilità di prevedere particolari forme di incentivazione per i medici di famiglia e pediatri che decidono di mantenere in attività i propri studi ubicati sul posto. Le scuole dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e di secondo grado o quelle con almeno un plesso situato in un comune montano sono definite "di montagna" e ad esse si applicano le disposizioni statali sul numero di alunni per classe, al fine di assicurare il servizio, con effetti sulla definizione del contingente organico del personale docente e non docente.
Sono previste anche apposite linee guida per l'individuazione, il recupero, l'utilizzazione razionale e la valorizzazione dei sistemi agrosilvopastorali, per la promozione della certificazione delle foreste e della loro conservazione, delle produzioni alimentari, per l'utilizzo energetico e termico del legno e per l'impulso alla costituzione di forme associative tra i proprietari e gli affittuari interessati. C’è la possibilità, anche in forma associata, di affidare i lavori pubblici di sistemazione e di manutenzione del territorio, inclusa la rete sentieristica, di gestione forestale sostenibile, di sistemazione idraulica e di difesa dalle avversità atmosferiche e dagli incendi boschivi a gestori di rifugi, coltivatori diretti e imprenditori agricoli che conducono aziende a conduzione familiare, oppure a consorzi forestali e associazioni fondiarie, e a determinate imprese iscritte agli albi regionali e che eseguono lavori o forniscono servizi forestali.
Non mancano i tavoli tecnici per le misure volte ad agevolare la stipulazione dei contratti di compravendita e gli atti di ricomposizione fondiaria aventi a oggetto i terreni agricoli di superficie non superiore a due ettari e i relativi fabbricati rurali, oppure per la definizione delle modalità di riduzione delle tariffe per l'erogazione di energia elettrica, acqua, gas, aria propanata e gas di petrolio liquefatti per popolazioni non superiori a 5.000 abitanti e soggetti ad un costante decremento demografico, non raggiunti interamente dalle reti del metano. E poi c’è un contributo una tantum per ogni figlio nato o adottato e iscritto all'anagrafe di un Comune con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti.
Se un comune rientra negli elenchi di quelli montani beneficiari delle misure di sostegno, è in palio un punteggio doppio nella valutazione dei titoli di carriera ai fini della partecipazione alle procedure concorsuali nelle aziende e gli enti di Servizio sanitario nazionale, all’attività prestata dagli esercenti le professioni sanitarie e dagli operatori socio-sanitari presso strutture sanitarie e socio-sanitarie, pubbliche o private accreditate; l'attività prestata dai medici nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie per almeno tre anni costituisce titolo preferenziale, a parità di condizioni, per gli incarichi di direttore sanitario.
E poi c’è il grosso capitolo dei crediti di imposta e benefici economici: a favore dei professionisti sanitari o personale scolastico che prestano servizio in strutture o ambulatori del territorio per prendere in locazione o acquistare un immobile ad uso abitativo sul posto; ulteriore maggiorazione per centri inferiori ai 5.000 abitanti con minoranze linguistiche; riconoscimento di uno speciale emolumento, di natura accessoria e variabile, per il personale dirigente e non dirigente impiegato nel servizio sanitario; attribuzione di punteggio aggiuntivo ai fini delle Graduatorie provinciali di supplenza a favore del personale scolastico che abbia effettivamente prestato servizio nelle scuole di montagna per almeno 180 giorni. Prevista anche la possibilità di finanziare progetti innovativi volti allo sviluppo di un sistema integrato di servizi educativi per l'infanzia e alla costituzione di poli specifici.
Nei parchi e nelle aree protette, in quanto presidi di conservazione e tutela dell'ambiente naturale, possono essere avviati progetti, anche in forma associata, per promuovere studi e ricerche di carattere straordinario e attività tecnico-scientifiche per la conservazione degli habitat della flora e fauna selvatiche, con particolare riferimento alla fragilità della biodiversità nelle interazioni tra l'uomo e l'ambiente naturale, alla coesistenza tra l'uomo e la fauna selvatica e all'adozione delle migliori procedure di monitoraggio, conservazione e valorizzazione della biodiversità.
Altro credito di imposta è per gli imprenditori agricoli e forestali singoli e associati che esercitano attività prevalente in un Comune montano, e che effettuano investimenti per l'ottenimento dei servizi ecosistemici e ambientali benefici per l'ambiente e il clima, anche attraverso interventi di manutenzione del territorio, con maggiorazione per centri con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti e presenza di minoranze linguistiche; credito di imposta a favore delle piccole e micro imprese i cui titolari non abbiano compiuto il 41° anno di età, ovvero alle società e alle cooperative i cui soci che, per più del 50%, non abbiano compiuto il 41° anno di età ovvero il cui capitale sociale sia detenuto per più del 50% da persone fisiche che non abbiano compiuto il 41° anno di età, sempre con maggiorazione per centri come Faeto e Celle San Vito con il loro franco-provenzale.
Sgravio contributivo dal 2026 al 2030 in favore dei datori di lavoro per ciascun lavoratore dipendente a tempo indeterminato che non abbia compiuto il 41° anno di età e che svolga stabilmente la prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile, a condizione che lo stesso lavoratore stabilisca, anche a seguito di trasferimento, nel Comune l'abitazione principale e il domicilio stabile.
Credito di imposta a favore delle persone fisiche che stipulano un finanziamento ipotecario o fondiario per l’acquisto o la ristrutturazione edilizia dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, compresi i fabbricati rurali ad uso abitativo.
Se un Comune non è dichiarato montano o lo era solo in precedenza, non viene considerato nelle priorità e nelle direttive per le zone montane individuate dalla Strategia per la montagna italiana, non è destinatario delle risorse del Fosmit, le scuole non beneficiano della relativa legislazione speciale per la formazione delle classi e l’organico, non saranno destinatari delle apposite linee guida per le attività agricole, forestali e alimentari, non potranno affidare i lavori pubblici di sistemazione e di manutenzione nelle forme agevolate indicate per chi invece è “montano”, non rientrano tra quelli considerati dai tavoli tecnici per individuare le misure per la stipula dei contratti di compravendita e gli atti di ricomposizione, e infine non beneficeranno del contributo una tantum per ogni figlio nato o adottato e iscritto all’anagrafe di un Comune con popolazione non superiore a 5.000 abitanti.
Ci sono in realtà anche benefici per quanto riguarda tribunali e università, presidi tuttavia non presenti alle latitudini montane di Capitanata.
“In questa storia della nuova classificazione dei comuni montani alla fine non ha vinto nessuno – ha commentato Gianfilippo Mignogna, ex sindaco di Biccari e tra i maggiori studiosi del tema a livello nazionale – mentre a perdere sono stati quelli che pensano di dividere i territori o che non fanno niente per impedirlo. Abbiamo assistito alla retorica sulla ‘vera montagna’, gli elenchi, i criteri e i calcoli, i dentro e i fuori, gli esclusi e i ripescati, le divisioni e i sottoinsiemi. Ma la montagna non si divide, tutti i sentieri si incontrano in cima. E come in una specie di gara olimpica ad ostacoli, dal nuovo elenco di 3.715 comuni, sarà ora individuato un sottoinsieme sulla base di parametri socioeconomici: solo quelli che supereranno questa nuova fase potranno accedere alle misure di sostegno previste dalla nuova Legge sulla Montagna. Perciò, come dimostrato dal dibattito di queste settimane, è il caso di non abbassare la guardia”.
Riccardo Zingaro
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