27/02/2026 14:02:53

I sindaci dei Monti dauni chiedono... lo Stato

Nel giro di quattro mesi si contano almeno una decina di assalti tentati o riusciti agli sportelli Atm della provincia di Foggia, di cui quattro sui Monti dauni. A ottobre scorso a Biccari, e poi negli ultimi giorni è toccato a Casalvecchio, Bovino e Troia. I sindaci stanno cercando di fare quadrato nella loro unione istituzionale dell’Area interna, e lo hanno ribadito martedì sera in un incontro già programmato su sanità, scuola e turismo, tornando su una vicenda che sta mettendo a dura prova la pazienza delle comunità che chiedono sicurezza.
Molto motivato e attivo è il presidente del coordinamento, Pasquale Marchese di Castelluccio Valmaggiore: “I cittadini devono sapere che ce la stiamo mettendo tutta – ha riferito – per assicurare un minimo di serenità e vivibilità nei nostri borghi sempre più abbandonati. Non escludiamo di poterci dimettere tutti, perché siamo veramente preoccupati, e abbiamo rivolto un appello al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, abbiamo chiesto un incontro urgente con il prefetto di Foggia, mentre la settimana prossima sicuramente vedremo il comandante provinciale dei carabinieri, magari in vista di un tavolo straordinario sull’argomento, poiché è indispensabile prevedere un rafforzamento degli organici nelle stazioni dei militari e mettere in campo azioni di contrasto efficaci e strutturali. Questa è la dimostrazione di una reale marginalità della nostra situazione, anche pratica. Succede che i carabinieri operanti nei nostri piccoli Comuni vengano spostati temporaneamente nelle città più grandi, e questo significa che il territorio viene scarsamente presidiato, se non addirittura proprio sguarnito, dove peraltro c’è difficoltà ad avere perfino il vigile urbano nel paese. Diventa quasi automatico l’arrivo indisturbato di malviventi. Senza una presenza concreta e visibile dello Stato e dei presidi minimi, anche in materia sanitaria, intere comunità rischiano di sentirsi definitivamente trascurate. Abbiamo bisogno di misure straordinarie per garantire sicurezza, legalità e tutela delle persone. 

Assieme a lui, Francesca Caserta, padrone di casa al Comune di Troia dove si sono visti quasi tutti i 29, intorno a un tavolo o in collegamento remoto: “Siamo intenzionati ad alzare una voce unica e determinata su queste vicende, la Prefettura deve sapere che abbiamo bisogno di aiuto, anche perché quotidianamente lottiamo già per il minimo indispensabile, e comunque non ci arrendiamo. Ce lo chiede la popolazione che ha paura anche dal punto di vista fisico. Nell’appartamento proprio sopra lo sportello esploso abita una donna di 88 anni, quindi la situazione è veramente inquietante, e per fortuna l’edificio non ha subito danni strutturali. Le banche non sono semplici sportelli, ma presidi di legalità e punti di riferimento per famiglie, imprese e lavoratori. Colpirle significa colpire il cuore delle comunità e minare il senso di sicurezza, fiducia e appartenenza”.

“Adesso veniamo privati anche della tranquillità che finora ci aveva contraddistinto – ha aggiunto la sindaca di Volturino, Giovanna Santacroce, referente regionale Uncem – ma qualcosa dobbiamo fare in materia di sorveglianza, però siamo soli e quindi abbiamo bisogno del supporto dello Stato”.
L’idea emersa sarebbe quella di adottare per ciascun Comune una delibera sul modello di quella approvata lo scorso 24 febbraio dall’Unione dei Casali Dauni (Casalnuovo, Casalvecchio e Castelnuovo) sul tema “Allarme sicurezza, azioni e proposte di intervento”, per rafforzare in maniera unitaria e istituzionale la richiesta di maggiore attenzione e presenza dello Stato sul territorio.
Il sindaco di Casalvecchio, Noè Andreano, è anche vice presidente di Anci Puglia: “Quando succedono cose del genere i danni sono molti più grandi rispetto al denaro eventualmente portato via, perché migliaia di persone restano senza sportello attivo, come nel nostro comprensorio di tre Comuni, e magari gli immobili vengono messi a dura prova statica”. 

r.z.
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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