13/03/2026 09:10:58

I monumenti verso un privato: si farà

La Giunta Pitta ha approvato martedì scorso un atto di indirizzo per l'avvio di una “procedura comparativa” finalizzata all'individuazione di un partner per la gestione e valorizzazione dell'anfiteatro augusteo e della fortezza svevo-angioina mediante partenariato speciale pubblico-privato. In buona sostanza, è lo start per quel dichiarato intendimento del sindaco (che non a caso si è auto intestato la presentazione del documento) di volersi avvalere di un soggetto privato a cui affidare i due maggiori monumenti cittadini. L’avviso pubblico emanato già ieri, con scadenza 25 marzo, è rivolto a enti del Terzo settore, imprese sociali, operatori economici, associazioni, fondazioni, altri soggetti pubblici o privati operanti nei settori della cultura, del turismo, della promozione territoriale o della valorizzazione del patrimonio culturale.

Dal punto di vista formale, l’input è partito dall’Ufficio Patrimonio dell’ente con una relazione che viene citata ma non è stata messa a disposizione dei cittadini, a sua volta redatta a seguito di una non meglio specificata “proposta” arrivata a Corso Garibaldi una ventina di giorni fa. La delibera non rivela il mittente ma poi viene reso noto nell’avviso pubblico: la cooperativa di comunità Lux Cereris di Lucera. Il contenuto viene tenuto al momento segreto, ma deve essere stato talmente convincente da ammettere sia stato “elemento conoscitivo e spunto istruttorio utile ai fini della valutazione dell’opportunità di valorizzazione dei beni culturali”.

Quello che comunque appare centrale è la necessità di agire con una certa fretta, perché ci sarebbe da attingere a un avviso pubblico della Regione Puglia per il recupero, riuso e rifunzionalizzazione di beni culturali per la loro fruizione. Ha scadenza 30 marzo e riconosce punti aggiuntivi in vista di un finanziamento proprio su luoghi gestiti in modalità mista, sulla base di un progetto che non si sa bene se riguardi il sito romano o quello medievale, a quanti soldi si stia puntando e quali interventi si vogliano realizzare.

Bisogna comunque ricordare che il castello è di completa proprietà comunale, mentre l’anfiteatro appartiene al demanio dello Stato ed è nella disponibilità funzionale del Comune in forza di una convenzione sottoscritta a luglio 2025, con la partecipazione di Puglia Culture. E quindi, in questa storia, volenti o nolenti, c’è un ruolo anche per la Regione e soprattutto per il ministero che è preposto alla tutela, aspetto non secondario quando poi si dovranno valutare le singole iniziative da mettere in pratica, ritenute naturalmente tutte “attività culturali e di valorizzazione”, alle quali l’Amministrazione Pitta attribuisce lo status di “leva di sviluppo territoriale, promozione turistica, crescita economica e rafforzamento dell’identità culturale della comunità locale”, ricorrendo a “competenze multidisciplinari, capacità organizzative e strumenti gestionali che rendono opportuno il coinvolgimento di soggetti esterni dotati di adeguata esperienza nel settore culturale. L’ente è caratterizzato da limitazioni organizzative e delle risorse disponibili – è l’argomentazione – e quindi incontra oggettive difficoltà nell’assicurare in via esclusivamente diretta tutte le attività necessarie alla piena valorizzazione dei beni culturali”. 

L’accordo ipotizzato verrà gestito direttamente dalla Giunta senza passare dall’eventuale assenso del Consiglio, avrebbe una durata di tre anni rinnovabili per soli altri due, fermo restando che non prevede ovviamente alcuna alienazione, concessione definitiva o costituzione di diritti reali sui beni comunali, non modifica l’assetto del patrimonio, non assume obbligazioni giuridicamente vincolanti, e la funzione di indirizzo, vigilanza e controllo resterebbe integralmente in capo all’Amministrazione comunale, anche in materia di determinazione del regime tariffario e organizzazione dei servizi, confermando la piena titolarità pubblica e la destinazione alla fruizione collettiva.
Alcuni paletti irremovibili riguardano il fatto che gli incassi per la semplice visita dei luoghi continueranno ad andare al Comune, utilizzando ancora sistemi di pagamento tracciabili e separando comunque eventuali servizi complementari o accessori e gli introiti pubblici che restano confermati, senza previsione di diminuzione. 
È stata indicata una griglia di punteggi da attribuire sulla base dei requisiti indicati e richiesti in termini di capacità e organizzazione, e poi un moltiplicatore a discrezione di una commissione tecnica i cui nomi si conosceranno solo in seguito.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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