Gestione monumenti: il fronte 'culturale'
Se il fronte politico è ampio e variegato, per certi aspetti anche clamoroso nel dissenso all’intenzione della Giunta Pitta di voler affidare castello e anfiteatro di Lucera a un soggetto privato, non è da meno quello più culturale, con diverse soggetti che stanno prendendo posizione contraria a un provvedimento che dovrebbe dare risposte più certe entro fine mese.
Uno dei primi a pronunciarsi è stato il blog “Memoria e Cultura” che ha parlato di procedura lampo: “La proposta che ha innescato tutto resta nascosta e la cooperativa già pronta a candidarsi è citata esplicitamente nel programma di una lista elettorale a sostegno del sindaco uscente – è scritto in un articolo pubblicato sulla propria pagina – e di tutto questo, molti lucerini non ne sanno ancora nulla, perché il documento che ha fatto scattare l’intera procedura non è mai stato reso pubblico e tutto il procedimento si riduce in pochi giorni di tempo, con la scadenza del 25 marzo che nei fatti annulla ogni reale concorrenza. Se consideriamo che il bando regionale è stato emanato a settembre 2025, il calendario degli eventi solleva dubbi pesanti. Delle due l’una: o l’entità proponente ha impiegato ben cinque mesi per produrre la documentazione presentata poi al Comune il 23 febbraio, oppure ha deliberatamente atteso la prossimità della scadenza regionale per inviare la Pec, così da costringere l’Amministrazione a un bando ‘lampo’ che escludesse de facto altri partecipanti. In entrambi i casi, la responsabilità politica della Giunta è evidente: invece di tutelare la massima partecipazione per beni così preziosi, ha accettato di rincorrere una tempistica dettata da un privato. Il risultato è un metodo che trasforma una procedura pubblica in un binario unico, dove 13 giorni sono un intervallo di tempo non congruo per qualunque altro professionista del settore che volesse provare a offrire una visione alternativa per la città. E poi avviare una procedura di questo tipo a pochi mesi dal voto è quantomeno una scelta discutibile sul piano dell’opportunità politica. Il soggetto più accreditato per l’assegnazione è la cooperativa Lux Cereris. Non ci sarebbe niente di strano se non fosse che il movimento civico SìAmo Lucera, che sostiene apertamente il sindaco uscente, ha fatto sapere di aver messo la coop come strumento centrale del programma politico della lista. E poi c’è un problema di competenze sui beni culturali: entrambi i monumenti richiedono, per essere gestiti e valorizzati in modo adeguato, adeguate conoscenza in archeologia, storia dell’arte, storia medievale, conservazione e restauro, archivistica. Il bando utilizza una formula volutamente generica, aprendo le porte a soggetti con esperienze anche molto distanti dalla tutela del patrimonio storico-artistico. La valutazione è affidata a una commissione tecnica nominata dal Comune stesso dopo la scadenza del bando. Chi nominerà i commissari? Con quali criteri? Su questo il bando non fornisce risposte. Insomma, una procedura legittima, ma con troppe ombre. Tutti gli elementi evidenziati, presi singolarmente, potrebbero avere una spiegazione. Messi insieme, disegnano un quadro che i cittadini di Lucera hanno il diritto di conoscere e che le istituzioni di controllo competenti potrebbero avere interesse ad esaminare. Un’iniziativa, per quanto valida nei contenuti, diventa inevitabilmente ‘scorretta’ quando il percorso per realizzarla appare opaco, i tempi di partecipazione sono ridotti al lumicino e le sovrapposizioni tra interessi privati e ambizioni elettorali si fanno così marcate. Se il metodo è viziato dalla fretta e dalla mancanza di un confronto pubblico in Consiglio Comunale, l’intera operazione ne esce indebolita, privando la città di quella competizione sana e di quel dibattito aperto che sono gli unici veri garanti del bene comune. Difendere il metodo non significa quindi schierarsi contro un progetto, ma schierarsi a favore di una gestione della cosa pubblica che sia, oltre che legittima, sopra ogni sospetto”.
Si sono aggiunti anche altri due operatori culturali locali.
Michele Martinelli: “Quella procedura fa segnare un passaggio di estrema rilevanza per l’identità della nostra città. Non è in discussione la legittimità dell’atto, ma siccome parliamo dei ‘gioielli di famiglia’ di Lucera, ci si interroga se la legittimità tecnica coincida, in questo momento storico, con l'opportunità politica. Ci si chiede se sia prudente procedere a una scelta così strutturale che impegnerà i beni per i prossimi cinque anni a pochissimi mesi dalle elezioni comunali. Non sarebbe più lineare attendere che sia il nuovo consenso elettorale a definire la visione strategica sui monumenti? Vorrei si garantisse la massima legittimazione democratica a una scelta tanto importante, anche perchè tutti sosteniamo che nostri monumenti non sono solo pietre, ma il cuore della nostra economia reale e del nostro orgoglio storico. Spostare il dibattito nel Consiglio comunale non è un atto di sfiducia verso la giunta, ma un atto di profondo rispetto verso la politica e verso i lucerini”.
Antonio Petrone ha invece proposto un convegno sulla visione e gestione dei monumenti, invitando a parlare cittadini, politici e anche esperti internazionali, così da mettere insieme idee. “La nostra fortezza è uno spazio unico al mondo – ha scritto su Facebook - un tesoro inestimabile e che merita un ascolto e competenze adeguate per la sua valorizzazione. Non ha bisogno di fretta e di dilettantismo ed ha già subito troppi danni in questi ultimi 15 anni, come la tv con musica da videogioco e cornice finto barocca nella magnifica torre, fino al più recente container all’ingresso delle mura. Il mio appello ai cittadini e alle forze politiche è sempre lo stesso: rispettiamo il nostro più pregiato tesoro che, fortunatamente, con esclusione di queste due recenti e rimovibili scempiaggini, conserva ancora tutto il suo fascino. Ascoltiamo, parliamo, chiediamo, riflettiamo prima di agire. Sarebbe una bella occasione per la nostra città quella di ospitare un laboratorio sperimentale di metodologie originali volte alla valorizzazione dei monumenti. Forse le forze politiche che si candidano alle prossime amministrative potrebbero farsi promotori, così anche dimostrando di avere interesse su questi temi importanti”.
r.z.
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