Un’ombra di reato sulla procedura comparativa
Oggi sarebbe stato l'ultimo giorno per la presentazione delle candidature per la gestione dei due monumenti di Lucera, ma è stato prorogato di altri 15, cioè fino al prossimo 10 aprile. La decisione del Comune era assolutamente prevedibile, perché consequenziale a quella recente della Regione che a sua volta aveva posticipato al 30 aprile la data per la presentazione di progetti da finanziare nell’ambito dell’iniziativa “Luoghi della Cultura”. L’Amministrazione Pitta ambisce a ottenere 5 milioni di euro per interventi sull’anfiteatro, anche grazie a un ulteriore surplus di punteggio ricavabile proprio dal perfezionamento di un partenariato con un soggetto privato.
Tutto il percorso è stato attivato, per stessa ammissione narrata negli atti, a seguito della presentazione di una proposta arrivata il 23 febbraio scorso dalla cooperativa Lux Cereris che vorrebbe siglare un accordo con l’ente finalizzato alla valorizzazione del sito romano e anche di quello medievale della fortezza svevo-angioina.
Quelle 140 pagine non hanno sortito nell’immediato l’effetto sperato dal sodalizio presieduto da Gianni Finizio, ma hanno rappresentato lo “spunto istruttorio” per completare quello che è stato sostanzialmente definito l’ultimo miglio di un iter partito nel 2015 con l’Amministrazione Tutolo e poi passato attraverso successive indicazioni ministeriali, così come indicato in Consiglio comunale dall’assessore al Patrimonio Sefora Tetta.
Nella pubblicazione sull’albo pretorio sia della delibera di Giunta che della determina del dirigente incaricato di condurre la parte burocratica, non è stato però diffuso il pur citato dossier consegnato dalla cooperativa, né tanto meno la relazione preliminare a supporto dell’iniziativa.
All’indomani del primo provvedimento dell’esecutivo, datato 10 marzo, sono state presentate due richieste di accesso alla documentazione. Una da parte di una consigliera comunale, accolta con espressa dichiarazione di riservatezza in conformità al suo particolare status, e un’altra da parte di Luceraweb, fino a questo momento negata con la seguente motivazione addotta verbalmente dal segretario generale Gianluigi Caso: “Non è possibile consegnarla fino a quando la procedura risulterà aperta, poiché un’eventuale diffusione del suo contenuto potrebbe costituire un’indebita violazione di patrimonio aziendale e quindi si potrebbe configurare una rivelazione di segreto di ufficio”.
Argomentazione condivisibile e rispettabile che però decade del tutto nel momento in cui la sera del 19 marzo quello stesso elaborato, addirittura in versione integrale, è stato reso noto su un blog locale. Da sei giorni è a disposizione di chiunque il file che reca il timbro informatico del protocollo del Comune di Lucera, con tanto di tasto tuttora attivo per effettuare il download, poi ulteriormente rilanciato e condiviso da altri siti e piattaforme.
Il capo della struttura tecnica dell’ente non ha saputo spiegare le cause di quella che potrebbe rappresentare una vera e propria fuga non autorizzata di materiale secretato, per cui a questo punto non è escluso che sia lo stesso operatore culturale ad attivare una qualche iniziativa come legittima forma di tutela dell’opera dell’ingegno. C’è la possibilità concreta, e ora anche il tempo sufficiente, che possa essere slealmente acquisita, rivista e rimaneggiata da qualche competitor, presentandola poi come propria produzione di proposta progettuale in concorso. E un'eventuale formale doglianza metterebbe a rischio l'integrità dell'intero procedimento.
r.z.
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