26/03/2026 14:25:41

Sempre più detenuti minori in Italia

Nel 2025, i giovani reclusi nei 17 Istituti Penali per Minorenni (IPM) in Italia erano circa 600. Nel 2024 erano 532. Dal 2022 a oggi, il loro numero è sempre cresciuto, con una tendenza che non accenna a fermarsi nemmeno nel 2026. Più del 50% è di nazionalità straniera e molti hanno raggiunto e superato la maggiore età in carcere: gli under 18, infatti, costituiscono il 62% della popolazione totale; la parte restante ha un’età compresa tra i 18 e i 25 anni. Se si considerano tutte le misure della giustizia minorile, compresi i collocamenti in comunità e le messe alla prova, attualmente in Italia il numero totale dei giovani interessati da provvedimenti restrittivi è salito a 4.747 nei primi nove mesi del 2025. L’81,4% dei soli minorenni è detenuto in regime di custodia cautelare, in attesa di una sentenza. 

I report più recenti della Procura presso il Tribunale dei Minorenni di Bari registrano un aumento del 42,6% dei reati commessi dai minori nei territori di Bari, Bat e Foggia. Nel corso dell'ultimo anno monitorato (con dati consolidati a inizio 2026), i delitti iscritti sono passati da 594 a 847. I numeri, che pure appaiono inquietanti, raccontano soltanto in parte un problema che investe e interroga tutta la società italiana. 
Di questo si discuterà venerdì 27 marzo dalle 16.30 e sabato 28 marzo, dalle 9, in due convegni, entrambi ospitati dall’Istituto Professionale Pacinotti di Foggia.  Al centro del focus, organizzato dalla Camera Minorile di Capitanata, nella giornata di venerdì ci saranno “Ragazzi, famiglie e privazione della libertà, ripensare alla detenzione tra rieducazione, prevenzione e reinserimento sociale”, il sabato mattina sarà dedicato a un approfondimento riguardante “La detenzione dei minori al giorno d’oggi, tra esigenze cautelari, certezza della pena e rieducazione”. In entrambi i caasi sono previsti gli interventi di personalità autorevoli ed esperte del problema a vario titolo.

Il convegno intende offrire una riflessione critica e operativa rivolta a tutti gli operatori coinvolti per ripensare la detenzione e le misure penali in un’ottica realmente rieducativa, orientata al reinserimento sociale e alla prevenzione della recidiva. Particolare attenzione sarà dedicata al ruolo della famiglia nei percorsi penali minorili e nei progetti educativi e di reinserimento.  Il confronto è l’occasione per riflettere sulle strategie di prevenzione dei reati commessi da minorenni, attraverso interventi integrati tra scuola, servizi sociali, comunità educanti e giustizia minorile, nella prospettiva di una tutela effettiva dei diritti dei ragazzi e della sicurezza della collettività.

Red. 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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