01/04/2026 09:32:00

L'acqua del Liscione scaricata a mare

La pioggia copiosa di questi ultimi due giorni sta provocando conseguenze dirette e paradossalmente dannose per la disponibibilità idrica soprattutto del Molise, perché da circa 24 ore per la diga del Liscione è stato disposto un incremento dello scarico di fondo “per il superamento della quota idrica autorizzata”, determinando una situazione di pre allerta. In altre parole, il gestore Molise Acque ha aperto le paratie, inizialmente per un’uscita di 30 metri cubi al secondo, ma nel pomeriggio è stata subito portata a 60, proprio per evitare il superamento del limite, attualmente fissato in via provvisoria a 122,50 metri, al di sotto del livello standard di 123. Un riscontro anche sonoro è udibile con la sirena di allarme accesa a beneficio di chi transita nell’area del viadotto Molise I, segnale delle operazioni in corso.

E che la situazione sia di grande delicatezza, anche in materia di protezione civile, lo si capisce dal Comune di Larino che ha diffuso un avviso di preallerta alla popolazione dopo l’aggiornamento del quadro meteo-idraulico regionale e la trasmissione del Piano di emergenza sulla diga da parte della Protezione civile molisana. Il documento ufficiale, notificato direttamente a chi abita nelle zone maggiormente interessate, certifica la criticità della situazione con conseguente considerazione di un rischio idraulico a valle del fiume Biferno, il bacino naturale che “accompagna” l’acqua verso valle e la costa, di fatto lungo la Strada Statale 647. La misura tecnica viene adottata quando le precipitazioni diventano persistenti e abbondanti, per cui si rende necessario regolare il livello dell’invaso, secondo quanto indicato dal ministero non più tardi del 13 febbraio scorso. 
Lo scarico di fondo è un'apertura situata alla base della diga. A differenza dello scarico di superficie (che è come il "troppo pieno" di un lavandino), quello di fondo espellere una quantità d'acqua enorme e molto velocemente perché la pressione sul fondo è altissima. Di conseguenza, con la scarico “incrementale", nel fiume a valle finisce un'ondata d'acqua molto forte e rapida e questo può causare l'esondazione, allagando le campagne circostanti e la stessa Statale. 

Da qui, l’intervento del consigliere regionale Antonio Tutolo che sul tema ha tenuto alta l’attenzione da anni: “Oltre 5 milioni di metri cubi d’acqua dolce stanno correndo verso il mare, con la drammatica prospettiva di arrivare fino a 240 metri cubi al secondo. Uno scempio! Nel frattempo, il territorio molisano sta vivendo ore di paura. L'apertura forzata della diga sta creando un'onda d'urto che minaccia tutto il basso Molise: aziende del nucleo di Termoli  evacuate e operai mandati a casa; scuole chiuse e strade bloccate, con persone già tratte in salvo dall'acqua che sale; rischio esondazione tra Larino, Guglionesi e la zona industriale. Ma il ‘peggio’ è anche questo: vedere la nostra sopravvivenza scivolare via. Per la Capitanata quell’acqua è oro. È l’ossigeno per la nostra agricoltura, è la garanzia per le nostre aziende, è la risposta alla siccità che ogni estate ci mette in ginocchio. Da anni mi batto per il completamento della condotta Liscione-Occhito, il famoso ‘Tubone’. Se quell'opera fosse realtà, oggi non staremmo guardando un fiume in piena che va a perdersi nell'Adriatico, ma staremmo riempiendo i nostri invasi per i mesi siccitosi. Non è maltempo, è stata la mancanza di visione degli ultimi decenni. Vedere quell’acqua buttata, seppure per questioni di sicurezza, è un pugno nello stomaco. Nel frattempo il Biferno riceve un’onda d’urto che minaccia campagne e strade. Con possibile rischio per le persone che risiedono in quel territorio. L’inerzia, politicamente e strategicamente, è un fallimento. Ricordiamoci di questa situazione quando tra pochi mesi torneremo a parlare di restrizioni idriche e campi secchi. La sicurezza della diga è prioritaria, ma l’incapacità di stoccare quest’acqua è un crimine contro il futuro della Capitanata. Vedere tutta questa risorsa scorrere via è un assurdità che fa male al cuore e all'economia”.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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