19/04/2026 19:50:31

Tutta l'acqua caduta il 1° aprile

La Giunta regionale prima aveva annunciato e ora ha anche formalizzato con apposita delibera la richiesta al Governo nazionale di dichiarazione dello stato di emergenza per l’intero territorio pugliese, invocando finanziamenti straordinari per fronteggiare i danni provocati dai fenomeni meteorologici eccezionali registrati nei giorni a cavallo tra fine marzo e inizio aprile. Vengono lamentati a carico di beni pubblici e privati, delle infrastrutture dei pubblici servizi, delle attività dell’uomo, non fronteggiabili con mezzi e poteri ordinari.

Il report presentato racconta di diverse situazioni di criticità che hanno messo a rischio anche l'incolumità dei cittadini, tra intense precipitazioni sparse e diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, con quantitativi cumulati sia moderati che elevati, assieme a locali grandinate, allagamenti urbani ed extraurbani, attività elettrica, forti raffiche di vento e rinforzi di burrasca. I fenomeni hanno provocato crolli di strutture, abbattimento di alberature, esondazioni di corsi d'acqua e canali, rottura di argini, e pure situazioni di dissesto idrogeologico, smottamenti e frane, causando il collasso di sedi stradali e l’isolamento di alcuni centri abitati come Roseto e Faeto.

La cronologia di quei giorni è stata accompagnata da una lunga serie di bollettini di allerta e messaggi di criticità emessi dal servizio di Protezione Civile, dal giallo e fino al rosso, sia in materia di eventi atmosferici che di gestione del rischio idrogeologico, con attivazione delle rete di monotoraggio dei corsi d’acqua più bisognosi di attenzione.
Per il territorio intorno a Lucera, l’attività si è focalizzata sul torrente Celone che “taglia” la SP.116 per San Giusto e il Vulgano che attraverso la carreggiata della SP.109 per san Severo. Nel primo caso il livello arancione, con un superamento della soglia di critica di 2,3 metri, ha comunque provocato la disposizione di chusura dell’arteria nel giorno 1° aprile, quando invece l’altra provinciale è rimasta tuttavia aperta, pur avendo superato di ben 3,8 metri l’altimetria di guardia. 

Questi e altri numeri sono contenuti in un dossier che fotografa la situazione di quei giorni, in cui la pioggia è caduta talmente tanta e concentrata in poche ore da far riempire gli invasi di Occhito, Capaccio sul Celone e San Giuliano in Puglia, oltre che il Liscione nel vicino Molise.
Ma quanta acqua è caduta materialmente? Lo dice direttamente la Regione, rilevando per la sola giornata del 1° aprile il record per Bovino con 104 millimetri in 24 ore, seguito da Castelluccio Valmaggiore, Celle, Faeto e Roseto con 102. Poi c’è stata Panni con 96, e quindi Motta, San Marco la Catola e Volturara con 91, Orsara con 84, Alberona, Biccari e Volturino con 80 millimetri e molto più "distanti" Troia con 63 e proprio Lucera 62.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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