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L'ultimo ostacolo per Pitta si trova a Foggia

Mancano otto giorni alla consegna delle liste ufficiali per le elezioni di fine maggio a Lucera, ma in questo lasso di tempo può succedere ancora di tutto praticamente in ciascuno schieramento. 
In quello del centro-destra, in realtà, sarebbe il caso di far cominciare a succedere qualcosa, visto che la coalizione non ha ancora battuto ciglio e la presentazione del candidato sindaco, Nicola Di Battista, avverrà solo stasera. Le formazioni dovrebbero essere tre, ma non c’è alcuna anticipazione né sulle denominazioni, né tanto meno sulle aggregazioni politiche o sui nomi che saranno inseriti. 

Dalle parti di “Noi per Lucera”, invece, Vincenzo Checchia non ha esordito benissimo domenica scorsa, perché del comizio iniziale in Piazza Duomo è rimasto solo l’alterco tra due candidati consiglieri come Antonio Tutolo e Gianni Finizio, e non certamente il suo intervento in cui non ha fatto altro che invitare i propri sostenitori a stare vicini, non dicendo altro in termini di ambizioni, propositi e magari qualche contestazione all’Amministrazione in carica. E’ pur vero che il programma vero e proprio è ancora in fase di redazione, ma non si è vista e sentita alcuna impronta su quelle che saranno le attività delle prossime settimane. Qualche maligno ritiene invece che si sia già vista e sentita perfettamente. Anche in questo caso le liste dovrebbero essere tre, ma non viene esclusa una quarta in corso di allestimento negli ultimi giorni.

Sono otto, invece, quelle a sostegno del sindaco uscente, stando all’insegna affissa sulla porta del suo comitato elettorale che aprirà anch’esso stasera. Tranne il simbolo del Partito Democratico che corre da solo ma con qualche possibile innesto esterno, e quello del Movimento 5 Stelle che ha ricevuto la certificazione da Roma solo venerdì scorso, il resto è un altro festival di civismo. Ci sono le due curate direttamente da Giuseppe Pitta, e altre quattro promosse da altrettanti portatori di interessi e ambizioni a sbarcare o tornare in Consiglio comunale.

E' durata più o meno 48 ore, invece, la “candidatura” di Stefano Ciccarelli come quarto competitor. Il presidente della Pro Loco era stato proposto in forma autonoma e decisamente solitaria dalla Democrazia Cristiana, soggetto politico che in città conta un consigliere nazionale come Gerardo Lanza ma una valenza elettorale ancora tutta da dimostrare. Il diretto interessato non aveva affatto scartato l’ipotesi, salvo poi misurarsi con la realtà oggettiva sia di natura politica che familiare. Ha fatto sapere che ci vorrà provare comunque in seguito, dopo essere stato “sindaco dei ragazzi” nel 1998, ma con un progetto più articolato e strutturato. 
“Quella possibilità per me ha un valore enorme – ha dichiarato - ed è difficilissimo spiegare cosa si prova quando un sogno che porti dentro fin da ragazzo sembra (anche solo per un attimo) poter diventare realtà. Mi ha emozionato profondamente, mi ha fatto riflettere e mi ha fatto sentire soprattutto il peso e l’onore di una scelta così importante. Non ho accettato non perché manchi il desiderio, ma perché sento che ora non è né il tempo, né il modo, né il momento giusto. Resto dove sono con ancora più convinzione”. 

Tuttavia, c’è una partita tutta sotterranea che si sta giocando all’interno dell’attuale maggioranza a Palazzo Mozzagrugno, il cui fischio finale è previsto domenica sera alle 20 quando si aprirà l’urna delle elezioni Provinciali per il rinnovo dell’assemblea dei dodici membri di Palazzo Dogana. 
In questa situazione, le date e il tempo sono un elemento determinante, poiché l’esito della consultazione (votano solo i sindaci e i consiglieri comunali di tutta la Capitanata con il sistema "ponderato") rischia di avere effetti diretti sull’armata messa in campo da Pitta, soprattutto per la performance da attribuire a Tonio De Maio, a sua volta consigliere uscente a Foggia con forti ambizioni di essere riconfermato per il terzo mandato. A drenargli voti, perlomeno un paio, potrebbe essere realisticamente la presenza di Antonella Matera del Pd, inserita nella lista “Campo Largo”, circostanza che potrebbe costituire un importante handicap verso l’obiettivo dichiarato, in rappresentanza di un intero schieramento che però non risulta compatto come accaduto nel passato.
Per De Maio la rielezione è questione esistenziale, dopo essersi impegnato negli ultimi anni soprattutto nel settore della viabilità provinciale, per cui sarà piuttosto complicato per Pitta cercare di tenere tutti verso una sola direzione e garantire il nuovo successo del dirigente della polizia penitenziaria. 

Le conseguenze di una eventuale mancata elezione sarebbero tutte da misurare a sei giorni dallo start ufficiale delle candidature con relativi posizionamenti. 
Per il sindaco è il presumibile ultimo ostacolo prima di una riconferma che appare numericamente molto probabile, nonostante un ampio ricordo al voto disgiunto che potrebbe sfavorirlo. Tuttavia, i suoi due avversari promettono di arrivare tutt’altro che concordi a un eventuale ballottaggio, con pezzi dell’uno e l’altro schieramento già pronti per fare il salto verso chi ha dimostrato di avere sempre argomenti buoni e strumenti utili per rendersi attrattivo. Ma in questo momento è vietatissimo dirlo e pure farlo solo pensare.

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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