Per la SP.109 ora i soldi ci sono (sulla carta)
La strada che porta al completamento dell’allargamento della SP.109, tra Lucera e San Severo è lastricata di dichiarazioni, auto attribuzioni di meriti e promesse di soldi veri che invece si continuano a vedere solo sulla carta.
Per questo intervento, i ritardi sono evidenti, ed erano finiti anche al dibattito del Consiglio regionale oltre un anno e mezzo fa, in occasione della firma del nuovo accordo di coesione tra Puglia e Governo nazionale.
Dalla massa dei fondi stanziati per circa 6 miliardi di euro, Antonio Tutolo denunciò l’improvvisa “sparizione” dei 27 milioni destinati allo scopo, circostanza a cui fece seguito un serrato confronto con l’allora presidente Michele Emiliano, il quale qualche giorno dopo, anche per fermare l’ennesima protesta di Tutolo che occupò l’aula consiliare, garantì la disponibilità attingendo ad altre fonti per recuperare i soldi necessari.
Nel frattempo, a proposito di “promesse”, si è aggiunta anche quella di Nicola Gatta, responsabile del Cis Capitanata e oggi anch'egli consigliere regionale eletto, il quale si era già da tempo impegnato a sostenere i costi della progettazione esecutiva dell’opera, per un milione di euro, rientrante nel dossier della Strada Regionale 1 prevista tra i caselli autostradali di Poggio Imperiale e Candela.
“La modifica della progettazione – aveva spiegato – consentirebbe di concludere il contratto senza ulteriori costi rispetto a quelli già previsti. La SR.1 è strategica perché si propone di connettere il versante tirrenico con quello adriatico e al contempo rendiamo più fruibile e sicura la San Severo-Lucera, inizialmente esclusa”.
Qualche giorno fa, l’ex sindaco di Candela ha dato un annuncio incoraggiante che in realtà era nell’aria da parecchio, e cioè che il Dipartimento della Coesione di Palazzo Chigi ha definitivamente indicato la somma di 35 milioni di euro (lievitata a seguito dei calcoli fatti dall’ente provincia di Foggia per gli aumenti dei costi delle materie prime e dell’energia) per la progettazione e realizzazione del segmento atteso. Gatta ha esultato riferendo che questo sia stato possibile grazie all’intervento sinergico dello stesso Contratto Istituzionale di Sviluppo che gestisce personalmente, e della Regione Puglia.
“Se non avessimo fatto questa aggiunta sul progetto iniziale della Regionale 1 – ha dichiarato – questa opera non avrebbe mai visto la luce, consentendo ora di poter connettere meglio le Aree Interne con il casello autostradale di San Severo. Dopo incontri, interlocuzioni e risoluzioni di varie problematiche – ha spiegato – è emersa la volontà del Ministero dei Trasporti di sostenere l’adeguamento della 109, tramite questo importante lotto funzionale”.
A stretto giro è arrivata anche la replica e presa di posizione di Tutolo, oggi consigliere regionale ma da oltre venti anni impegnato sul tema, prima come esponente della minoranza e poi come sindaco: “È stato proprio il mio pressing costante in Consiglio regionale, culminato con tre giorni di presidio in Aula, a spingere la Regione a inserire questo intervento tra le priorità della rimodulazione Fsc. Senza quella battaglia, questi 35 milioni oggi non sarebbero sul tavolo. È importante chiarire una cosa: il Ministero non ha stanziato risorse nuove. Ha semplicemente accolto la richiesta della Regione di riutilizzare fondi già esistenti, rimasti disponibili dopo una precedente rimodulazione. Un anno per ottenere questa risposta è già di per sé un dato significativo. Ma non è ancora finita. Manca ancora un passaggio formale imprescindibile: la delibera Cipess che approva ufficialmente la rimodulazione. È un atto formale, sì, ma indispensabile. Solo dopo quel provvedimento si potrà dire che i fondi sono davvero assegnati e che il percorso è completo. E allora, qualcuno prima di cercare di appendersi medaglie che evidentemente non gli appartengono, se davvero vuole esultare per quanto ottenuto, dia una mano per accelerare questo iter. Magari dopo possiamo festeggiare tutti insieme questo risultato. Ma intanto si faccia almeno una cosa concreta: si accelerino i tempi. Perché su quella strada si muore. Per la SP.109 mi batto da vent'anni. Ho iniziato raccogliendo firme, organizzando proteste. Ho iniziato la battaglia nel 2005, ottenendo il primo finanziamento che ha portato al completamento del primo tratto nel 2009, poi del secondo nel 2019. Non mi fermerò finché quella strada non sarà finalmente e interamente in sicurezza”.
r.z.
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