Carabinieri e pompieri a Palazzo Sant’Anna
La questione era rimasta sostanzialmente in sospeso da un paio di mesi, quando due funzionari della Soprintendenza erano andati in veste ufficiale a Palazzo Sant’Anna per verificare lo stato dei luoghi. Gli architetti Italo Muntoni e Viviana Baldassarre però non erano potuti entrare fisicamente nell’edificio, perché la proprietà non aveva consentito loro di accedere dal retro in Via d’Angicourt. Pierluigi Ciccarelli aveva riferito, alla presenza della polizia locale, di non avere con sé in quel momento le chiavi dei lucchetti e quindi gli emissari si sono dovuti accontentare di una ricognizione esterna.
Ma si trattava solo di un arrivederci, perché nel frattempo è stata interessata l’autorità giudiziaria che ha emesso un provvedimento in cui autorizza l’ingresso con qualunque modalità. In realtà non è stato necessario forzare nulla, perchè il lucchetto era ancora quello apposto a seguito dei recenti lavori effettuati sulla recinzione, sebbene l'ingresso sia formalmente avvenuto sotto la guida dei vigili del fuoco diretti sul posto dal comandante provinciale Giulio Capuano, e alla presenza dei carabinieri della Compagnia e con l'ausilio della polizia locale: c’è da capire bene quale sia la situazione di conservazione del bene storico-artistico, specie dopo il cambio di approccio da parte del Comune, sia dal punto di vista edilizio che puramente amministrativo.
Per questo secondo filone, l’assessore al Patrimonio Sefora Tetta si è fatta carico di un approfondito studio dell’intero dossier, spiegando che la competenza dell’immobile sarebbe dovuta rimanere sempre pubblica, ritenendo che siano nulle tutte le compravendite succedutesi dal 2002 a oggi. Ma ci vorrebbe un intervento ministeriale concreto per definire i contorni della vicenda che quindi passa evidentemente da una preventiva “fotografia” di quale sia la situazione del fabbricato seicentesco di Piazza Duomo, dove comunque sono terminati da qualche settimana gli interventi di rifacimento della staccionata e sostituzione della mantovane, pagati intorno ai 50 mila euro dal Comune stesso che però ha promesso di rivalersi sulla proprietà privata, dichiarata inadempiente in materia di messa in sicurezza e bonifica dell’area esterna.
Nel bilancio di Palazzo Mozzagrugno ci sono ancora altri fondi da spendere nel settore, per una somma superiore ai 400 mila euro.
Riccardo Zingaro
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