02/05/2026 10:10:19

Paolo Di Virgilio, il (non) candidato

Fino a questo momento la campagna elettorale a Lucera non ha mostrato grandi elementi sia programmatici che dialettici, piuttosto qualche scivolone di troppo e soprattutto l’alterco di Piazza Duomo da Antonio Tutolo e Gianni Finizio sulla questione del partenariato pubblico privato per la gestione dei monumenti. Quest’ultima storia deve far scrivere ancora diversi capitoli e pure articoli a breve, mentre la vicenda più singolare del periodo è sicuramente quella che sta scrivendo Paolo Di Virgilio, il quale si è letteralmente inventato una serie di manifesti elettorali senza che lui stesso sia candidato. Il suo obiettivo apparente, comunque, non è la carica di sindaco ma solo quella di consigliere comunale, al massimo assessore, posizione che comunque non sono pochi a desiderare apertamente.

Sulla propria pagina Facebook sta attirando l’attenzione di tanti cittadini, perché da alcune settimane sta pubblicando dei “santini” volutamente falsi ma riguardanti la sua stessa persona, facendosi promotore di slogan e messaggi decisamente provocatori, ma anche piuttosto divertenti. 
Con un breve passato (remoto) da segretario cittadino della Lega, oggi dichiaratamente sostenitore di Futuro Nazionale e soprattutto della figura di Roberto Vannacci fin da quando si è rivelato nel contesto politico nazionale, imprenditore privato del settore giudiziario, nonostante la goliardia ha pure espresso un mini programma elettorale, promettendo il proprio voto a chi avrebbe accolto le sue proposte. 

Si è sempre detto apertamente contrario alla proliferazione dei cani a conduzione domestica, specie per le conseguenze che comportano gli escrementi lasciati per terra nel centro urbano, e propone con grande convinzione una tassa su ogni animale posseduto, magari da estendere a tutto il Paese, accompagnando questa affermazione con la scritta: “Se non hai due cani non sei nessuno”. 
Ma la sua presunta e inesistente candidatura nel “Mio Partito” viene scandita da claim tipo “Solo per interessi personali”, oppure “Amo Lucera ma solo in campagna elettorale”, oppure ancora “Nessuno ritorno a Lucera, i nostri figli sono felici dove stanno”, dichiarando “incompetenza, inesperienza e irresponsabilità totale”, descrivendosi come "una persona falsa, con ideali semplici e obiettivi chiari", arrivando a farsi ritrarre con la madre "per avere voti".

“Tanto non sarei diverso da tutti gli altri eletti – ha riferito con una certa dose di realismo ma anche di amarezza – perché poi viene facile non apportare alcuna miglioria o innovazione alla comunità, e poi cominciare a scaricare la colpa sulle amministrazioni precedenti. Insomma, niente di nuovo da queste e altre parti del sud Italia”.
La sua attività dissacrante e provocatoria sta quindi sbertucciando tutti quelli che magari si arrovellano il cervello su cosa far scrivere sui "santini" per auto esaltare le proprie capacità, molto spesso tutte da dimostrare sia per il passato e anche per il futuro.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

Condividi con:

0,0156s.