‘Vi racconto la zona Asi dove gettiamo il sangue’
I frequenti incendi nelle campagne del territorio, dove vanno a fuoco i residui della mietitura e le sterpaglie proliferate con l’assenza di manutenzione dei suoli, deturpano all’ambiente, costituiscono un pericolo per la circolazione stradale e fanno danni anche collaterali alle aziende che operano nelle vicinanze.
Basta chiedere alla manciata di imprenditori che “resistono” nella Zona Asi di Lucera che da settimane sono ancora una volta senza linea telefonica, a causa di un guasto generato dal fuoco che si è propagato nelle vicinanze dei pali che sostengono i cavi delle linee. Si tratta della terza volta sono per quanto riguarda il 2026.
“Questo significa che il gestore dell’impianto non ha in alcun conto le difficoltà che questi disservizi creano a noi che lavoriamo qui – ha riferito in maniera molto risentita Marcello Mastrolilli, titolare di una ditta che si occupa di carpenteria metallica – anzi viene completamente ignorato il fatto che, in assenza di rete telefonica e internet, sono bloccati i nostri programmi aziendali, le mail, i telefoni e persino le telecamere di sorveglianza. Ma la cosa che più ci addolora è che queste difficoltà non toccano minimamente neanche i vertici del Consorzio a cui apparteniamo e il sindaco del Comune nel quale operiamo. Eppure – ha proseguito – devo far notare che negli ultimi anni la zona Asi di Lucera si è ulteriormente sviluppata e sono ormai centinaia di persone che qui vengono a svolgere quotidianamente il proprio lavoro. Questo disservizio ha per noi una reale ricaduta economica ma a entrambe le Amministrazioni non interessa nulla, altrimenti non permetterebbero che accada tutto questo senza battere ciglio. Per quel che mi riguarda, considero il sindaco responsabile politico di questa faccenda che vede nella Tim il principale attore, poiché quel tratto di linea va interrata immediatamente. Per quanto riguarda il Consorzio, invece, ritengo che sia responsabile diretto, in quanto gestore dell’area, per cui mi riservo di intraprendere le azioni adeguate al recupero dei danni subiti in questi ultimi anni a causa del ripetersi dello stesso problema. Ai colleghi imprenditori che come me subiscono in silenzio questa prepotenza, dico solo di alzare la testa e far sentire la nostra voce, perché noi qui ogni giorno gettiamo il sangue per mandare avanti la baracca e ci aspetteremmo più rispetto e considerazione da chi ci rappresenta nelle rispettive sedi”.
Red.
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