01/09/2026 08:15:24

Lucera verso un pieno di energia

Messi da parti i fasti delle Feste, Lucera entra nel mese di settembre in cui molti dossier dovranno essere (ri)aperti e diverse questioni irromperanno nel dibattito pubblico locale, di natura imprenditoriale e anche politica.
Di sicuro si ricomincerà a parlare con una certa frequenza di questioni energetiche, perché negli ultimi mesi si sono concretizzate, con tanto di autorizzazioni rilasciate, tre importanti progetti che riguardano altrettanti fonti di energie rinnovabili: idrogeno, agrivoltaico e biometano.

Quest’ultimo non è riferito allo stabilimento di Bioripa (ex Maia Rigenera) che ormai da tempo ha avviato la costruzione dell’impianto di gestione dei rifiuti in modalità anaerobica, perché un altro di dimensioni inferiori è in rampa di lancio sulla SP.18, per una superficie di 78 mila metri quadri, di potenza 500 “Standard Metri Cubi per ora”, con potenza elettrica di 440 KWe e potenza termica di 450 KW.
È promosso dalla “Agrimetano Lucera srl” con sede legale a Roma a cui manca solo l’Autorizzazione Unica Ambientale di competenza della Provincia, perché l’azienda negli ultimi mesi ha già incassato tutti i via libera necessari, compreso quello del Comune, per la trattazione di biomasse agricole e zootecniche acquisite nelle vicinanze e nel territorio limitrofo, sulla base di un progetto risalente al 2023 e che ora è stato portato a conclusione burocratica, anche perché non è dovuto passare dalla procedura di verifica di assoggettabilità alla valutazione di impatto ambientale. 
I rapporti con Palazzo Mozzagrugno dovranno essere invece ancora definiti in relazione alle compensazioni ambientali da riconoscere, sempre nella misura del 3% del valore commerciale del volume del gas prodotto.

A luglio, inoltre, la Regione Puglia ha rilasciato l’Autorizzazione unica per la costruzione di un impianto agrivoltaico da realizzarsi in contrada Vaccarella, al confine tra Lucera e Foggia, promosso dalla ditta "Ine Vaccarella", con sede legale a Bolzano. Si tratta di un’operazione progettata su 66 ettari di suoli privati, della potenza di quasi 45 megawatt, con la prevista integrazione di produzione di energia green con coltivazioni agricole e apicole sotto i pannelli inseriti nel terreno. 
In questo caso, l’ente sa già quanto dovrà incassare per le cosiddette “compensazioni”, perché esattamente un anno fa la maggioranza a sostegno della prima Amministrazione Pitta, in Consiglio comunale, aveva assentito al riconoscimento di un importo di 1,43 milioni di euro, da pagare subito e in una sola volta (altrimenti sarebbero il doppio spalmati in venti anni), senza però ancora la fissazione di una destinazione concreta tra le quattro comunque indicate: riqualificazione della villa comunale, riqualificazione dell’area esterna all’anfiteatro, rimboschimento del versante del cimitero, efficientamento energetico di alcuni edifici comunali.

Infine, sta cominciando a prendere forma anche un vecchio e dichiarato pallino della famiglia de Cristofaro che vuole realizzare un impianto di produzione di idrogeno “verde”, cioè derivante a sua volta da fonti rinnovabili come soprattutto fotovoltaico con cui alimentare il processo di elettrolisi che scinde le molecole di acqua in ossigeno e idrogeno.  
L’azienda lucerina ha già ottenuto sia il “Provvedimento Autorizzatorio Unico Regionale” che il permesso a costruire dal Comune per operare nell’area dell’ex laterificio Saba sulla SP.109 per Troia, nella immediate vicinanze del quartier generale del gruppo che già si occupa di gestione rifiuti speciali e di malto per la produzione di birra. 
L’impianto (nella foto in alto c'è un render) non sarebbe di grandi dimensioni e potenza, prevede una capacità di stoccaggio inferiore alle 5 tonnellate, ma rappresenta un primo importante presidio del genere su un territorio che ne risulta privo, al contrario di altre realtà della Capitanata, specie Cerignola, dove alcuni progetti sono in stato maggiormente avanzato, peraltro sostenuti da finanziamenti pubblici.
Anche in questo caso, è ancora da definire l’eventuale importo delle compensazioni ambientali che la famiglia De Cristofaro, attraverso un’altra azienda, già riconosce all’ente per alcune decine di migliaia di euro all’anno, in relazione alle autorizzazioni ambientali ricevute per la sua piattaforma polifunzionale di stoccaggio, trattamento e recupero di rifiuti speciali non pericolosi. Finora sono stati impegnati 130 mila euro destinati al rifacimento di numerose strade rurali. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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