Cosa resterà dell’agosto lucerino
Le Feste patronali di Lucera finiscono solo con il nostro bilancio che però non sempre piace a tutti, e pure quest’anno sarà sicuramente così, anche perché stavolta bisogna allargare la visione a praticamente tutto agosto.
Lo abbiamo accompagnato articolo dopo articolo, immagine dopo immagine, assieme ai lettori che ci hanno ricambiato con un afflusso alle nostre pagine ancora maggiore rispetto al passato: i milioni di clic sono il nostro standard di ogni mese, e per l’attuale c’è stata solo la moltiplicazione tra sito e profili social: il primo ha totalizzato oltre 300 mila letture, Instagram ha superato i 350 mila view e Facebook è arrivato a quasi 3 milioni di visualizzazioni, senza tartassare gli utenti, senza spinte, senza manovre e senza interventi esterni.
Feste patronali
Mentre il Comitato presieduto da Francesco Finizio ha appena iniziato i conti sulle spese e sugli incassi ottenuti dalla raccolta presso aziende e privati, si possono accertare le cifre stanziate invece dall’Amministrazione Pitta: ha erogato 110 mila euro direttamente al sodalizio per la copertura dei concerti di Sal Da Vinci e Fred De Palma, i quali hanno attirato ancora una volta un sacco di gente.
Il primo è stato più che altro il loquacissimo front man di una (costosissima) cover band di classici italiani, a cui ha aggiunto gli unici due brani per i quali è diventato veramente famoso. A ogni modo, ha avuto il merito di chiudere il concerto con un commovente e personale omaggio all’indimenticato Mario Savino scomparso sei anni fa, ancora oggi ricordato molto di più fuori che dentro la città, dopo essere stato per decenni il mentore di tanti artisti (cantanti, attori, showman) di provenienza non solo partenopea.
Il secondo ha fatto vedere che lo scenario di Piazza Matteotti non è per tutti. E questo lo sanno più i forestieri di certi lucerini che misurano il successo di un’edizione solo dagli scontrini di bar e ristoranti, come se l’economia cittadina si basasse esclusivamente su queste due tipologie, senza chiedersi quale sia poi il loro ruolo e contributo in termini “turistici” durante il resto dell’anno.
Eventi medievali
Altri 21 mila sono stati assegnati all’Associazione Strumenti e Figure (presidente sempre Finizio) per il cartellone del “Lucera Estate”, mentre 30 mila euro sono andati alle Cinque Porte Storiche (presidente Giovanni Turco, coordinatore Gianni Finizio) per l’allestimento degli eventi medievali, tra villaggio al castello, corteo storico e torneo delle chiavi vinto quest’anno da Porta San Giacomo.
Per questa iniziativa sempre più imponente e articolata, c’è da fare anche un paio di tare economiche: per la prima volta, l’incasso dei biglietti per assistere ai giochi all’anfiteatro (5 euro moltiplicati per un paio di migliaia di spettatori) sono stati trattenuti direttamente dal soggetto promotore, mentre i proventi per l’accesso alla fortezza (3 euro, 6 per il pacchetto da tre giorni) sono stati girati al Comune, anche in questa occasione per la prima volta, visto che l’anno scorso l’ingresso era gratuito.
Ingressi e gemellaggi
La prima criticità è stata proprio questa, perché in molti non sapevamo nemmeno di dover pagare, e comunque hanno eccepito la necessità di chiedere soldi per un evento già sostenuto direttamente dall’ente, così come da altri partner pubblici e privati, come Regione Puglia e Fondazione Monti Uniti di Foggia. A ogni modo, nei prossimi giorni Luceraweb chiederà conto a Palazzo Mozzagrugno del numero preciso di spettatori e soprattutto dei proventi, così da misurare costi e benefici dell’operazione che ha comportato sforzi logistici ed economici di rilievo. Nell'edizione di quest'anno ha trovato spazio anche la riesumazione del gemellaggio con Jesi dopo 56 anni di sostanziale nulla registrato finora.
I soldi futuri
Dal Comune, comunque sia, mancano ancora i soldi da conteggiare per la Sagra delle Sagre del 5-6 settembre e che si annuncia ancora più maestosa, e soprattutto per la rassegna “Estate Muse Stelle” che, però, arrivati a questo punto di agosto, potrebbe cambiare nome in “Autunno Muse Stelle”.
Puglia Culture non ha ancora comunicato alcun calendario di spettacoli nel sito romano, mentre dovrebbe aver già incassato i 7.100 euro spontaneamente offerti dal promoter Pm Eventi di Lecce, come affitto della location per i dieci concerti di Biagio Antonacci (per il quale è pronta la cittadinanza onoraria) più quelli singoli di Mario Biondi e Nino D’Angelo.
In effetti quest’anno il bilancio va retrodatato di qualche settimana, perché è inevitabile affrontare anche la questione che ha caratterizzato e infiammato i primi giorni di agosto. Innanzitutto va dato merito alla memoria: i tre ospiti non sono stati i primi a esibirsi “fuori cartellone” in quella splendida location, perché bisogna ricordare come minimo Giovanni Allevi al pianoforte e Vincenzo Salemme in una recita teatrale, portato proprio da Mario Savino.
Le furbizie “gratuite”
Ma proprio perché oggi la struttura promette grande attrattiva e innegabile suggestione, per l’anno prossimo sarà il caso di evitare errori, gaffe e imbarazzi tutti locali. Che l’anfiteatro fosse stato concesso incredibilmente gratis, e dopo un articolo di Luceraweb c’è stata una precipitosa inversione a U e auto smentita per il sindaco, è stato già ampiamente detto e documentato “carte alla mano”, mentre è altrettanto importante “tutelare” i cittadini non solo attraverso le casse comunali ma pure nella gestione dei biglietti.
Solo chi era ed è in malafede non ha compreso il giochino dei ticket improvvisamente scesi a 25 euro, grazie a un link talmente poco “riservato” a certe categorie, che perfino un’assessora si è messa a disposizione pubblicamente sui social per chi ne avesse avuto bisogno, con l’attribuzione di una “Convenzione Cral” la cui genesi è tutta da accertare.
Solo chi era ed è in malafede non ha compreso che quello scandalo avrebbe dovuto essere gestito diversamente da chi ha continuato a vendere i tagliandi a prezzo pieno (69 euro la gradinata e 98 la platea) e contemporaneamente cedere posti anche migliori a privilegiati senza merito, tranne quello di conoscere “qualcuno” da cui riceverlo via chat, senza quindi un effettivo controllo all’ingresso su chi ne avesse teoricamente diritto. In realtà, niente di nuovo a queste latitudini, dove c’è sempre la corsa a chi è più “dritto” per poi vantarsene, invece di proteggere fonti e modalità.
La Pro Loco
La lezione più semplice e più bella l’ha data la Pro Loco che ha devoluto i suoi 30 biglietti omaggio a chi non poteva permettersi di comprarli, mentre l’Amministrazione Pitta ne ha distribuiti almeno il doppio più che altro tra assessori e consiglieri comunali, sebbene alcuni della minoranza li abbiano poi rifiutati.
Sarebbe stato meglio il contrario, e non da ora, perché una pratica del genere dovrebbe essere la prassi in occasione di proposte culturali promosse dal Comune, partendo da Estate Muse Stelle e Primavera al Garibaldi, entrambe con diverse edizioni alle spalle.
Coinvolgere i meno abbienti rappresenterebbe l’occasione perfetta per cercare di unire mondi distanti che la città mostra però solo a chi li vuole vedere: quelli che possono pagare (o magari vengono comunque “indotti” ad acquistare biglietti e abbonamenti) e quelli che restano puntualmente fuori, rimanendo a occupare quello “stagno di coccodrilli” che il buon Fabrizio Gifuni con atteggiamento messianico ha portato spesso, ma solo a parole, come esempio per promuovere la bontà di queste iniziative.
Cosa costa destinare a rotazione una percentuale minima di posti per gli spettacoli a giovani e famiglie che non avrebbero mai pensato (o potuto) di assistere?
Alla fine, comunque, è soltanto l’ennesima conferma di un territorio senza visione e prospettiva di sviluppo anche su queste vicende di poco conto: meglio rastrellare oggi tutto il massimo consenso e poi si vedrà per il futuro.
Ecco, il futuro: quanti lucerini (e foggiani), per esempio, l’anno prossimo compreranno i biglietti prima degli ultimi dieci giorni?
A quel punto il “sold out” lo dovranno garantire primariamente i tifosi dell’Amministrazione Pitta e i difensori a prescindere, magari già pronti a dire che sarà stata la cittadinanza a non aver meritato, accolto e apprezzato tanta grazia elargita. Politicamente, o meglio ancora elettoralmente.
Riccardo Zingaro
(Luceraweb – Riproduzione riservata)


