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Storia (quasi vuota) dei gemellaggi di Lucera

C’era una volta il gemellaggio tra Lucera e Jesi, risalente al 1970, il primo del genere nella storia della città. In realtà c’è ancora, ma in oltre 50 anni non è praticamente accaduto nulla di concreto in nome di Federico II che ovviamente accomuna le due località, visto che quella marchigiana ha dato i natali all’imperatore svevo il 26 dicembre 1194.
Per Lucera non è nemmeno l’unico, ma le risultanze sono sempre sostanzialmente le stesse. Nessuna iniziativa concreta è mai stata avviata pure con San Cipirello Jato, città palermitana anch’essa di ispirazione federiciana, il cui sodalizio fu firmato nel 1989. Per quell'evento venne realizzato anche un folder filatelico con annullo speciale di Poste Italiane.
Alcun sussulto anche spirituale persino con quello più recente con Trogir, risalente al 2012 nel nome del Beato Agostino Kazotic che è nato proprio nella località croata della Dalmazia. 
Rimanendo nel settore, in realtà si attende sempre la concretizzazione di quello con Copertino, annunciato pubblicamente dallo stesso sindaco Giuseppe Pitta a novembre 2021 davanti ai rappresentanti salentini in occasione della cittadinanza onoraria a padre Eugenio Galignano, per unire le due città pugliesi con i santi francescani nativi del posto e che qualche anno fa si erano sfidate in una suggestiva finale di Coppa Italia di calcio.

A ogni modo, nelle ultime settimane si è mosso nuovamente qualcosa, su iniziativa dell’Archeoclub lucerino, promotore di un incontro con i rappresentanti di Jesi che sono stati presenti il 7 agosto scorso quando è stato aperto il Villaggio medievale al castello. 
L’obiettivo resta quello della valorizzazione del patrimonio federiciano, con la volontà di rilanciare il legame, trasformandolo in un percorso strutturato di collaborazione culturale e istituzionale. Parole e intenzioni sono state manifestate nella tavola rotonda “Lucera incontra Jesi nel nome di Federico II”, culminata nella sottoscrizione di un nuovo protocollo d’intesa, firmato direttamente dai sindaci Giuseppe Pitta e Lorenzo Fiordelmondo.
L’accordo è stato concepito come integrazione del patto sottoscritto all’epoca, e punta a trasformare la comune memoria federiciana in un programma permanente di collaborazione tra le due comunità. Sono stati individuati diversi ambiti di collaborazione: dalla ricerca storica alla divulgazione del patrimonio federiciano, dallo sviluppo di itinerari di turismo culturale agli scambi tra scuole, università, associazioni e operatori turistici. Sono inoltre previste iniziative comuni, tra cui eventi, mostre, convegni e attività didattiche, finalizzate alla valorizzazione del patrimonio materiale e immateriale legato a Federico II.
Una particolare attenzione sarà riservata alle giovani generazioni, attraverso progetti educativi dedicati alla conoscenza, al dialogo interculturale, all’innovazione e alla cittadinanza europea. Già fissata l’istituzione del Premio giornalistico scolastico nazionale “Federico II – Raccontare il futuro”, rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado di Lucera e Jesi, con la possibilità di estenderlo agli istituti delle altre città federiciane italiane. L’iniziativa vuole avvicinare i ragazzi al giornalismo come strumento di ricerca della verità, educazione civica e partecipazione democratica.
Tra le proposte c’è pure quella della creazione di un “Patto delle Città Federiciane per la Cultura e la Conoscenza”, con Lucera e Jesi nel ruolo di città capofila, con l’intento di costruire progressivamente una rete tra le città italiane legate alla storia di Federico II, utilizzando l’eredità storica non soltanto come elemento identitario, ma come occasione di confronto e progettazione comune. Si potrebbe parlare di dialogo tra Oriente e Occidente, ma anche di scienza, ricerca, tutela del patrimonio culturale, legalità, come pure di rapporto tra uomo, natura e ambiente e le sfide poste dall’intelligenza artificiale e dalla conoscenza.

Fiordelmondo si è fatto accompagnare dalla responsabile dell’Ufficio Turismo, Federica Micheli, e da una rappresentanza della Fondazione Federico II Hohenstaufen, guidata dal presidente Paolo Mariani e dalla sua vice Franca Tacconi. I loro interventi hanno evidenziato il possibile ruolo di Lucera all’interno di una più ampia rete dei luoghi federiciani e la necessità di tradurre gli impegni assunti in iniziative concrete e durature.
La visita sarà ora ricambiata nelle Marche, dove dovrebbe proseguire il percorso avviato a Lucera con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente il rapporto tra le due comunità e dare concretezza al rinnovato gemellaggio di cui si conservano ancora testimonianze storiche importanti.

Le celebrazioni iniziali si svolsero il 21 giugno 1970 a Lucera, con l’arrivo della delegazione ospite e la consegna di una pergamena realizzata dall’artista foggiano Luigi Zaccheria. Il 28 giugno fu invece la delegazione lucerina a recarsi a Jesi, ricevuta al Teatro Pergolesi, con la consegna di una pergamena, tuttora conservata a Palazzo Mozzagrugno, nell’anticamera dell’ufficio del Sindaco. È stata realizzata dall’artista locale Alberto Archetti, raffigura Federico II sulla base di una nota incisione tratta dall’opera Ritratti di cento capitani illustri di Aliprando Caprioli (Roma, 1596).
I sindaci dell’epoca erano Alberto Borioni per Jesi e Vincenzo Scarano per Lucera, insieme ai due assessori anziani, Pacifico Carotti e Gennaro Vecchiarino, quest’ultimo all’epoca presidente della Pro Loco lucerina e tra i promotori del gemellaggio. 

Riccardo Zingaro

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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