Capobianco rilancia il gemellaggio con Trogir
Quando era assessore nella Giunta Dotoli fu lui il regista politico e anche materiale del primo gemellaggio internazionale di Lucera con Trogir, la città croata che ha dato i natali al Beato Agostino Kazotic.
Ora Giacomo Capobianco ha un altro tipo di deleghe con il sindaco Giuseppe Pitta, ma ha voluto cogliere la sollecitazione di Luceraweb, sulla scarsa sostanza di queste operazioni, per annunciare un possibile rilancio dell'intesa realizzata nel 2012 a cui lui tiene ancora tanto.
"Mi prendi l'impegno a non lasciar cadere nel dimenticatoio e non vorrei che rappresentasse un capitolo chiuso della nostra storia amministrativa ha dichiarato a Luceraweb - anche perché credo fermamente che questo legame sia una risorsa strategica fondamentale per il nostro sviluppo turistico, culturale ed economico. Sebbene oggi mi occupi di altro, non ho intenzione di far mancare il mio apporto e quindi ha già avviato un confronto con la collega Mariangela Battista, assessore al Turismo, alla quale è affidata la cabina di regia e la definizione delle prossime linee programmatiche per il rilancio dei rapporti con la Croazia. Le ho già detto di voler mettere a disposizione tutta l'esperienza che ho maturato negli anni e il bagaglio di relazioni storiche con Trogir, per supportare al meglio il lavoro da riprendere e da fare, basandoci sempre sulle fondamenta spirituali incrollabili legate alla figura del Beato Agostino che rendono quella intesa ancora intatta. Lo dimostrano iniziative culturali di grande valore, come il documentario realizzato proprio da Luceraweb, curato da Enza Gagliardi e Anita Palada dall'altra parte dell'Adriatico, che ha unito idealmente la nostra cattedrale al santuario dalmato".
Capobianco ha già anticipato quali saranno i prossimi passi che per certi aspetti erano già in una fase embrionale anche senza l'apporto della politica che però diventa fondamentale in situazioni del genere.
"Per trasformare i progetti in fatti concreti, convocheremo a breve un incontro con don Costanzo De Marco, parroco della Cattedrale, perché c'è l'obiettivo comune di unire le forze, così da intercettare e strutturare flussi stabili di turismo religioso internazionale, capaci di valorizzare l'immenso patrimonio artistico e spirituale che la nostra comunità custodisce e che merita di essere conosciuto nel mondo".
Red.
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