Imprenditori furibondi in Zona Asi
Alla Zona Asi di Lucera l’unica cosa che è cambiata nelle ultime settimane è che è finito agosto ed è iniziato settembre. Per il resto, i problemi sono ancora tutti lì, specie con le linee telefoniche delle decine di aziende che lavorano e operano da anni con costante difficoltà. Non sono servite nemmeno le lettere e proteste e le proteste, perché gli imprenditori riferiscono che le condizioni sono sempre dettate dalle volontà altrui.
Le cose vanno sempre peggio, anche a causa dei frequenti incendi nelle campagne del territorio, alimentati dai residui della mietitura e le sterpaglie proliferate con l’assenza di manutenzione dei suoli. Ci sono così conseguenze negative per l’ambiente, si creano pericoli per la circolazione stradale e soprattutto si accumulano danni anche collaterali alle aziende che restano spesso “isolate” dal punto di vista telefonico, perché i cavi passano proprio su pali di legno che restano bruciati e talvolta abbattuti.
Marcello Mastrolilli, che ha un’impresa che si occupa di carpenteria metallica, è un po’ il portavoce di tutti quelli che operano sul posto, e già si era scagliato contro il sindaco Giuseppe Pitta e il presidente del Consorzio Asi, Agostino De Paolis: “Il gestore della linea non ha in alcun conto le difficoltà che questi guasti creano a noi imprenditori, non tiene conto assolutamente del fatto che in assenza di rete sono bloccati i nostri programmi aziendali, le mail, i telefoni e persino le telecamere di sorveglianza. Negli ultimi anni questa zona si è ulteriormente sviluppata e sono ormai centinaia le persone che ci lavorano. Questo disservizio ha per noi una reale ricaduta economica ma a voi naturalmente non interessa nulla, altrimenti non permettereste che accada tutto questo senza battere ciglio. Considero il sindaco responsabile politico di questa faccenda che vede nella Tim il principale attore e il presidente del Consorzio responsabile diretto del disservizio in quanto gestore dell’area, per cui mi riservo di intraprendere le azioni adeguate al recupero dei danni subiti. Quel tratto di linea va interrato immediatamente. Ai colleghi che come me subiscono in silenzio questa prepotenza, dico solo di alzare la testa e far sentire la nostra voce perché noi qui ogni giorno gettiamo il sangue per mandare avanti la baracca e ci aspetteremmo più rispetto e considerazione da chi ci rappresenta nelle rispettive sedi”.
E due reazioni ci sono state.
La prima di Filippo Cetola, amministratore unico del gruppo che sta completando le realizzazione di un opificio: “Per una realtà aziendale, la disponibilità di una connessione stabile e performante in fibra non rappresenta un servizio accessorio, bensì un’infrastruttura indispensabile per il normale svolgimento delle attività quotidiane. Proprio per questo riteniamo importante che venga garantita un’infrastruttura di telecomunicazione adeguata alle esigenze attuali delle aziende. Ci vuole una soluzione definitiva e non un intervento in emergenza come è stato fatto, anche perché ora c’è la cabina recentemente installata. Per quanto ci riguarda, in assenza di una connessione stabile ed efficiente, non ci è concretamente possibile organizzare e programmare il trasferimento delle attività dalla sede attuale a quella nuova.
La seconda è di Filippo Carnevale che produce impianti di irrigazione: “Non è più accettabile che un problema ormai ricorrente continui a essere affrontato come un semplice inconveniente occasionale. È preoccupante l’assenza di una soluzione strutturale a un problema che si ripete ormai da anni. Ma è altrettanto grave il silenzio delle istituzioni e degli enti che dovrebbero rappresentare e tutelare le imprese presenti sul territorio. Garantire infrastrutture efficienti e affidabili non è una questione secondaria, ma una condizione indispensabile per consentire alle aziende di lavorare e competere. Ci aspettiamo, da parte di chi ha responsabilità, non soltanto attenzione, ma soprattutto fatti”.
Il sindaco Giuseppe Pitta ha abbozzato una risposta, riferendo di aver sentito personalmente il gestore del servizio: “Mi ha rassicurato che i lavori di ripristino del cavo principale verranno effettuati in questa settimana. Riconoscendo la situazione attuale come un disagio non trascurabile, vi invito a tenermi aggiornato per gli eventuali provvedimenti di competenza”.
Non si è fatta attendere la risposta dello stesso Mastrolilli: “Apprezziamo l’interessamento ma qua non si è visto alcun intervento, mentre continuano le interruzioni del servizio. Estendiamo alla presidenza del Consorzio Asi il nostro disappunto e la nostra rabbia per l'abbandono in cui versiamo. Vi preghiamo di evidenziare a chi di competenza che noi non stiamo chiedendo un favore. Stiamo solo chiedendo il corretto funzionamento di un servizio per il quale paghiamo regolarmente il costo. Ad ogni modo noi siamo qui per lavorare e certo non possiamo fare passi indietro. Non crediamo sia una situazione accettabile e dunque vi invitiamo a muovervi con solerzia per trovare con il gestore una soluzione più stabile”.
Riccardo Zingaro
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