13/09/2026 19:32:32

La difficile situazione delle carceri foggiane

La situazione delle carceri della provincia di Foggia non è affatto buono. Sono concordi due esiti di altrettante visite ispettive avvenute nei giorni scorsi da parte della Camera penale dei Capitanata e dell’Associazione “Nessuno tocchi Caino”, i cui rappresentanti si sono recati soprattutto nella struttura del capoluogo, ma anche in quelle di Lucera e San Severo. 
In Piazza Tribunali, dove si attende la nomina del nuovo direttore dopo il pensionamento di Immacolata Mannarella, sono presenti 184 reclusi, a fronte di 145 posti regolamentari, mentre nell’Alto tavoliere sono 93 che si dividono 63 posti. 

A Foggia i detenuti sono 689 a fronte di una capienza di 365 posti, quindi con un tasso di sovraffollamento del 220%, dato che colloca le Casermette al terzo posto in Italia per questa speciale classifica negativa, dopo San Vittore a Milano e Poggioreale a Napoli.
Nello specifico, ci sono 79 stranieri e donne, sorvegliati da 225 agenti di polizia penitenziaria, loro invece in carenza di organico visto che dovrebbero essere 244 e 6 educatori, uno in meno rispetto alle previsioni. Nel 2025 sono stati registrati 120 gesti di autolesionismo, un suicidio e 38 aggressioni al personale, quest’anno i numeri parlano rispettivamente di 60 gesti, e 17 aggressioni. In Italia si sono tolti la vita 74 persone nel 2025 e sono 43 nei primi otto mesi di quest’anno. 

Attualmente sono 129 i detenuti che lavorano all’interno del carcere svolgendo diverse mansioni, tra cui la gestione di 100 galline ovaiole, 18 le persone in regime di semilibertà e 32 quelle ammesse al lavoro all’esterno, mentre all’interno vengono svolta attività culturali e di intrattenimento, ma anche corsi di formazione di carattere artigianale e di alfabetizzazione linguistica e di istruzione vera e propria.
Dal punto di vista sanitario, oltre a un direttore, ci sono 7 psicologi, 2 soli medici “residenti”, oltre all’apporto esterno di altri professionisti di varie branche, 20 infermieri e 7 operatori sociosanitari, a fronte di 123 detenuti con patologie psichiatriche, 145 le persone con problemi di tossicodipendenza e 8 per l’alcol. 

Per “Nessuno tocchi Caino” c’erano la presidente Rita Bernardini, il segretario Sergio D’Elia, la tesoriera Elisabetta Zamparutti e il delegato provinciale Norberto Guerriero, assieme ad amministratori, avvocati e operatori del settore. 
Per la Camera Penale, c’era il presidente Massimiliano Mari e altri associati, intenzionati a verificare direttamente le condizioni di vita dietro la sbarre, anche nei penitenziari più piccoli. 
Tutti sono stati concordi nell’affermare che, quando il numero dei detenuti supera di molto la capacità dell’istituto, diventa difficile garantire condizioni di detenzione rispettose della dignità della persona e coerenti con la funzione rieducativa della pena.

r.z.

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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