Capobianco ancora tra i migliori travel blogger
Quando la passione viene condita dal talento, possono anche passare gli anni, ma i risultati sono sempre di alto livello. È quello che è accaduto a Mario Capobianco, travel blogger lucerino che si era preso una bella pausa della sua attività, ma dopo quelle del 2022 e 2023, ha centrato nuovamente la finale dell’Italy Ambassador Awards 2026, il riconoscimento che celebra le eccellenze italiane nel mondo del turismo, della comunicazione e del travel.
La cerimonia di premiazione dei vincitori è in programma mercoledì 11 novembre alla Leopolda di Firenze. Il contest prevede di far gareggiare tra loro influencer, content creator e blogger su cinque categorie diverse che vanno dai viaggi, al cibo passando per la moda, il lusso, la bellezza e le Spa, inviando foto, reels, o video di breve durata molto diffusi su Instagram.
In questa occasione a Capobianco gli è stato riconosciuto il grande lavoro che sta facendo da tempo sulla promozione dei piccoli borghi italiani, con le loro peculiarità ambientali e paesaggistiche.
Nel 2022 era stato apprezzato un doppio intervento sul borgo di Gavorrano e su Massa Marittima per il quale ha vinto il Premio Toscana. L’anno dopo era rimasto in zona, cimentandosi con Pitigliano sui temi della sostenibilità ambientale, alimentare e sociale.
“Questo traguardo mi ha emozionato come la prima volta – ha spiegato Capobianco – perché quando sono tornato a fare quello che amo, dopo una pausa di quasi due anni, avevo un obiettivo preciso: rimettermi in gioco, tornare a raccontare e provare a raggiungere ancora una volta quella finale. Volevo prima di tutto capire se fossi stato ancora capace di trasmettere emozioni attraverso ciò che vedo, ciò che vivo e ciò che riesco a catturare con i miei occhi, trasformandolo in storie attraverso il mio blog ‘Viaggi di Mario Whitehead’ e i miei canali social. E volevo scoprirlo davanti a una giuria tecnica, attraverso una selezione chiamata a valutare proprio il mio modo di raccontare il viaggio. Per me non è semplicemente una candidatura, ma la conferma che nonostante il tempo passato e tutti i dubbi che inevitabilmente possono accompagnare un ritorno, la passione per quello che faccio era ancora lì. Anzi, forse era ancora più forte di prima. Era lì nei chilometri percorsi e nei sacrifici. Nelle albe prese al volo per catturare un borgo, un paesaggio o un dettaglio. Nei tramonti aspettati per raccontarli con una luce diversa. Nelle persone incontrate lungo la strada. Nelle storie e negli articoli scritti. E in tutte quelle storie che aspettano ancora di essere raccontate. Era lì ogni volta che ho preso una macchina fotografica, una videocamera o semplicemente mi sono fermato a guardare. Ed è soprattutto lì che voglio continuare a cercarla. Perché dopo oltre 20 anni di esperienza nel mondo del turismo, oggi sento ancora più forte il desiderio di fare qualcosa che vada oltre il semplice racconto di un viaggio. Voglio continuare ad accompagnare le persone con la mia semplicità anche ad aiutare a guardare il turismo da un’altra prospettiva, raccontandone anche il dietro le quinte. Voglio mettere la mia esperienza al servizio di piccoli borghi, aziende e realtà del territorio, aiutandoli a trovare nuove chiavi di racconto, nuove opportunità e nuove strade per farsi conoscere. E soprattutto voglio continuare a credere in un turismo capace di valorizzare i territori durante tutto l’anno, contribuendo a costruire percorsi di destagionalizzazione che possano dare voce e futuro anche ai luoghi più piccoli e meno conosciuti. Perché, in fondo, è questo che mi ha sempre spinto a viaggiare: la curiosità di scoprire ciò che ancora non conosco e la voglia di farlo conoscere agli altri, cercando di andare dove spesso gli altri non vogliono andare. Per continuare a raccontare quanto è straordinario viaggiare e quanto è meravigliosa l’Italia. E ovviamente ci sono tante persone da ringraziare, partendo da chi ogni giorno legge, commenta, condivide e segue questo progetto, oppure chi, attraverso un commento o la segnalazione di un piccolo errore, dimostra di esserci, di prestare attenzione e di avere a cuore quello che faccio. Nessuno è perfetto, e non lo sono certamente nemmeno io. Non sono uno storico e non ho mai avuto la presunzione di esserlo. Il mio punto di vista nasce da oltre vent’anni di esperienza nel mondo dell’hotellerie e del turismo, dalla strada percorsa, dalle persone incontrate e dalle tante storie che ho avuto la fortuna di vivere e raccontare. Ed è proprio questo il bello di un progetto come questo: continuare a imparare, confrontarsi, correggersi e crescere insieme. Perché dietro ogni articolo, ogni fotografia e ogni racconto ci sono soprattutto passione, tempo, sacrifici, curiosità e la voglia di fare sempre un po’ meglio. Ora, qualunque sarà il risultato, arrivare ancora una volta in finale, dopo tutto quello che c’è stato, è già una vittoria. E forse, dopo una pausa così lunga, non potevo ricevere conferma più bella di questa, e stavolta sono ancora più motivato per raggiungere il vertice della categoria”.
Riccardo Zingaro
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