15/09/2026 20:27:35

Donna morta in casa, arrestato il marito

C’è una svolta clamorosa per la morte della donna di 33 anni trovata senza vita a casa sua, in Via De Peppo a Lucera, la mattina del 9 dicembre dell’anno scorso. Per quel decesso, avvenuto per arresto cardio circolatorio, secondo quanto stabilito dall’autopsia, due giorni fa è finito in manette il marito di due anni più grande, entrambi di nazionalità nigeriana dei quali omettiamo le generalità a tutela dei quattro figli minorenni coinvolti loro malgrado nella vicenda.  
La procura contesta al 35enne bracciante agricolo la morte della coniuge come conseguenza di altro reato, cioè maltrattamenti aggravati in famiglia e lesioni aggravate, perpetrati per un lungo periodo di tempo. 
Le indagini condotte dal nucleo di polizia giudiziaria del commissariato di Lucera sono basate su testimonianze di amici e conoscenti, sia lucerini che connazionali della coppia, che avrebbero riferito di ripetuti episodi di violenza fisica e psicologica, caratterizzati da abituali percosse e da imposizioni mirate a limitare i rapporti con i familiari, e a isolarla dal proprio contesto affettivo. A supporto dell’accusa ci sono anche altre attività investigative, documenti e anche materiale audio e video che avrebbe consentito di ricostruire un quadro di violenza reiterata e progressiva, culminato nel grave evento del decesso della donna.

L’indagato è detenuto nel carcere di Foggia dove stamattina è stato interrogato dal gip, assistito dell’avvocato Leonardo Roberto. L’uomo ha rigettato integralmente le accuse, riferendo di non aver mai usato violenza nei confronti della donna che invece faceva abuso di alcol, così come accertato dai servizi sociali che l’avevano invitata a curarsi presso il locale Serd. Questa sua condizione di dipendenza, secondo la difesa, sarebbe invece la causa di quella che il giudice ha definito “sindrome disfunzionale cardiaca acuta”. Il medico legale ha comunque rilevato sul corpo della presunta vittima numerosi ematomi e ferite che l’uomo ha attribuito a gesti di autolesionismo della donna, mentre il gip ha accolto la tesi dell’accusa che parla di pugni, calci e schiaffi e anche l’utilizzo di cavi elettrici.

Red. 
 

(Luceraweb – Riproduzione riservata)

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