La battaglia tecnica per la SP.109
Lunedì è un giorno importante per il completamento della SP.109 tra Lucera San Severo, perché alla Provincia di Foggia è in programma un incontro tecnico tra i dirigenti di Palazzo Dogana che è committente dell’opera di allargamento degli ultimi 5 chilometri della carreggiata, i progettisti dell’opera e i rappresentanti della Soprintendenza che si sta opponendo alla demolizione di due ponticelli che attraversano altrettanti canali fluviali.
Se ne era già parlato qualche settimana fa durante la seduta di una commissione regionale, quando era piombato sul tavolo un parere “favorevole” ma subordinato a una dozzina di prescrizioni, tra cui proprio quella più importante di non intervenire sui manufatti che potrebbero avere al massimo un secolo di vita.
Questa indicazione sembra essere l’ostacolo più difficile da superare, perché la previsione è quella del totale rifacimento di quelle due installazioni in mattoni e cemento: “Non dovrà essere eseguito alcun intervento di demolizione e ricostruzione – è stata scritto - poiché vietato dalle norme di tutela vigenti, ma sarà valutato un progetto di consolidamento e restauro, a firma di architetto abilitato, per il rilascio dell’autorizzazione di competenza”.
In quella occasione gli esponenti ministeriali non si sono presentati, al contrario di tutti gli altri enti coinvolti nella realizzazione di un piano per il quale sono pronti anche 35 milioni di euro.
E allora gli ingegneri si sono messi al lavoro, e hanno prodotto una contro relazione che letteralmente smonta le argomentazioni poste a tutela e salvaguardia di manufatti senza alcun valore storico e artistico, argomentando l’assoluta necessità di rifarli completamente anche per una questione idraulica: in buona sostanza, così come sono, non garantirebbero il corretto deflusso delle acque in caso di piena, allagando la strada sovrastante così come si è verificato già in passato, con evidenti rischi e pericoli per la circolazione stradale.
E per l’occasione, il progetto prevede tra le altre cose un allargamento del "buco" dentro cui far passare l’acqua e un innalzamento della sede stradale, anche di 3 metri rispetto a quella attuale, proprio per mettere in sicurezza i due passaggi oggettivamente più critici dell’intera operazione. Pur volendo mantenerli, hanno fatto sapere i tecnici, sarebbero comunque inadeguati a sostenere i maggiori carichi gravanti sulle strutture.
Intanto, proprio quel tratto tra i chilometri 5 e 10, candidato a passare dai 6,5 ai 10,5 metri di carraggiata, continua a far registrare incidenti, come quello di stamattina ai danni di un autoarticolato, uscito fuori strada ma per fortuna senza conseguenze apparenti per il conducente che non avrebbe riportato ferite. Era andata molto peggio al carabiniere Alessandro Marrone che in quel luogo ha perso la vita a novembre dell’anno scorso, mentre era alla guida di un’auto di servizio che stava riportando alla caserma di San Severo.
Ma la lista di morti e feriti sulla SP.109 è fin troppo lunga per consentire ancora ritardi, impedimenti e qualunque difficoltà che vada contro le legittime e sacrosante invocazioni da parte di cittadini e automobilisti per un segmento viario che ormai ha pure una funzione strategica nel sistema provinciale, perché inserito pienamente nel più ampio programma di congiunzione tra i caselli autostradali di Lesina e Candela, chiamata Strada Regionale 1.
Riccardo Zingaro
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